ANNO 16 n° 275
''No alla chiusura
dell'ospedale''
Manifestazione del Cotom
per salvare il pronto soccorso
13/09/2011 - 13:10

“Una richiesta al Prefetto di Viterbo di convocazione di un tavolo tra i sindaci dei territori coinvolti, le organizzazioni sindacali, l’Asl e i rappresentanti del Cotom per affrontare l’emergenza legata al drastico ridimensionamento dell’ospedale di Montefiascone, ridefinire la politica sanitaria nella provincia di Viterbo e studiare un piano alternativo che fronteggi l’elevata domanda di prestazioni sanitarie''. E’ quanto è emerso dall’assemblea pubblica organizzata stamane dal Comitato per la Tutela dell’ospedale di Montefiascone alla quale ha preso parte il capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi.

“Dal 15 settembre prossimo l’ospedale di Montefiascone verrà ulteriormente depotenziato - prosegue Peduzzi -: il pronto soccorso verrà chiuso e ridotto a un punto di primo intervento con il solo ausilio di guardie mediche. Questo vuol dire che numerose prestazioni non verranno più erogate con ripercussioni tangibili e disastrose per tutto il territorio”.

“Considerata infatti la vastità della zona e l’ampia fascia di ultrasettantenni che la popola – sottolinea - verrà a mancare un punto di riferimento importante per tutta l’alta e bassa Teverina. Per soddisfare la domanda di salute proveniente dal territorio, la gente sarà costretta ad andare in Umbria e Toscana, dove la risposta a tali esigenze è più immediata. A pagare saranno gli anziani e persone più svantaggiate, impossibilitate a effettuare lunghi e faticosi spostamenti”.

“Ancora una volta la presidente Polverini mette in pratica operazioni di facciata che mercifica il diritto alla salute, taglia le gambe agli ospedali di frontiera e non porta alcun risparmio effettivo: la presenza di guardie mediche, infatti, che costano 40 euro l’ora, pesarà molto di più alle tasche dei cittadini”.

“Nonostante le migliaia di firme raccolte e depositate dal Cotom contro la chiusura della struttura ospedaliera e la crescente insoddisfazione tra la gente, la presidente del Lazio non ha mai cercato un confronto sulla sanità, privando interi territori del diritto all’assistenza sanitaria. Per questi motivi la mobilitazione andrà avanti - conclude Peduzzi – almeno fino a quando la Polverini non farà un passo indietro e verrà pianificata un’offerta ospedaliera corrispondente ai bisogni del territorio”.




Facebook Twitter Rss