

di Giovanni Masotti
VITERBO - La scelta della linea dura, nelle istituzioni locali, è ormai evidente. E il suo banco di prova lo abbiamo già visto nelle scorse settimane. Ma l'ora x scatterà nell'ormai vicina fine d'agosto, quando tutto si rimetterà in moto. Dunque, l' imperativo è dare corpo e slancio alle istanze pressanti dei cittadini, che non vogliono che i loro territori diventino - e il rischio c'è tutto - la pattumiera di Roma e del resto del Lazio, con un insostenibile deterioramento dell' ambiente, del paesaggio e della viabilità.
Contro l'ampliamento della discarica di Monterazzano, due passi dal capoluogo, Comune e Provincia (seppure con colpevole ritardo) si sono armati di tutto punto e premono sulla Regione, che ha in pieno corso l' iter del nefasto provvedimento, avviato fin dalla scorsa legislatura dalla giunta del Pd Zingaretti, che di danni a Viterbo e provincia ne ha prodotti a iosa. Il modo di decretare lo stop alla procedura c'è, ma non è facilissimo da attuare. Occorre una ferrea volontà della maggioranza per arrivarci.
Si tratterrebbe di stabilire che l' impianto debba servire soltanto la Tuscia e non l' intero Lazio, capitale compresa. Se invece andasse diversamente, l' invaso si colmerebbe in appena tre anni prima di esaurirsi, esito - questo - da scongiurare assolutamente, una mezza catastrofe. L' altra battaglia in corso sul fronte rifiuti, plastici stavolta, riguarda la realizzazione di una maxi-discarica ad Arlena di Castro, ridente paesino di ottocento anime che verrebbe a condividere un buio destino assieme alle cittadine limitrofe come Tuscania, Canino e Tessennano, fino a lambire l' area di Montalto di Castro.
Sul caso Arlena, il cui consiglio comunale votò si' distrattamente nel 2020, la battaglia è particolarmente aspra, come ha dimostrato ampiamente l' assemblea aperta svoltasi tra tensioni e contestazioni meno di un mese fa. Oggi come oggi l' improvviso accodarsi dell' Avvocatura di Stato, che si è costituita parte civile, al ricorso al Tar presentato per primo dal sindaco di Tuscania Bartolacci fa ben sperare chi spara a pallettoni contro la nascita della discarica monstre.
'Questo fatto nuovo costituisce un elemento in più che dimostra la giustezza della nostra posizione contraria - sottolinea Bartolacci - Ora tocca alla Regione prendere atto della situazione e cancellare la delibera che porta la firma della scorsa giunta Zingaretti. Sarebbe la nostra salvezza, la salvezza di una parte non trascurabile della Tuscia'. La battaglia, insomma, si annuncia al calor bianco e si affilano le armi. Uno scontro che, per il suo valore simbolico, ormai supera i confini provinciali e forse anche quelli regionali.