


Riceviamo e pubblichiamo*.
VITERBO - Vorrei proporre una riflessione urgente circa la necessità di prendere una posizione chiara individuale e/o collettiva e/o di associazione per contestare il progetto di far eseguire i tamponi rapidi presso gli studi di medicina generale.
Conosco bene la situazione degli studi medici del Lazio e della mia provincia. Perlopiù sono studi piccoli con una sala di attesa a servizio di più medici con una sola entrata ed uscita. Se si dovesse realizzare questo progetto ci sarebbe il concreto rischio di trasformare gli studi in focolai come già sta succedendo per le famiglie e prima e ora di nuovo per gli ospedali.
Penso che invece vadano potenziate e aumentate le strutture esterne -soprattutto quelle pubbliche - che già si occupano e si possono occupare di questi test. Bisogna ragionare su queste situazioni estremamente critiche e così ridurre i facili entusiasmi ed annunci di adesione da parte di colleghi che forse non hanno ancora fatto una valutazione globale dei rischi a cui ci si espone: noi, il personale di studio e ovviamente i pazienti.
Antonella Litta, mmg