ANNO 16 n° 275
''No a un ruolo in prima linea
ma pronto a dare il mio contributo''
Michelini a fine mandato rivendica il coraggio di aver guardato 'oltre le mura'
07/05/2018 - 06:52

VITERBO – (AmL) Ultimo giro di boa per l'amministrazione Michelini. Tra un mese i viterbesi eleggeranno il nuovo sindaco di Palazzo dei Priori. Nei cinque anni alla guida del Comune Leonardo Michelini ha dovuto affrontare diverse traversie: turn over più o meno volontari di vari assessori, l'avvicendamento di tre presidenti del consiglio, una crisi di maggioranza durata diversi mesi, il trasloco dalla maggioranza all'opposizione di cinque consiglieri, tre dei quali della sua lista.

Cinque anni che visti da fuori non sembrano essere stati una passeggiata di salute, anche se il sindaco ha sempre mostrato un aplomb e una imperturbabilità da gentleman inglese. Ma, non avendo dimostrato interesse a concorrere per la riconferma, forse si trattava solo dell'immagine pubblica.

A livello personale come giudica la sua esperienza da sindaco?

''Un'esperienza positiva che auguro di fare a tutti i candidati che si presentano per questo ruolo. Un'esperienza molto autentica e molto originale. Da sindaco vedi la situazione da un punto di osservazione che come privato cittadino non puoi avere. Tornando indietro la rifarei, facendo le stesse cose ma molte le affronterei in maniera differente con soluzioni diverse''.

I cittadini cosa pensa ricorderanno di lei?

''Credo ricorderanno che non sono un politico. Ho fatto il sindaco con un grosso supporto elettorale che comprendeva i partiti ma anche le espressioni civiche. Una strada – confessa – a cui non avevo mai pensato. Un'esperienza che ho voluto, con tanta voglia di farla e con altrettanta voglia di chiuderla. Credo che penseranno a me come a un cittadino normale che ha amministrato la città''.

Non pensa che forse ha avuto uno sguardo troppo alto, un po' troppo 'oltre le mura'?

''Ognuno di noi ha i suoi pregi. In tutte le attività umane ci sono i momenti dedicati alla manutenzione e quelli in cui si progetta e, venendo da un'impresa, la progettualità per me è fondamentale per un reale sviluppo. Le buche rientrano nella fase della manutenzione, poi però ci deve essere il progetto per il futuro. Difficilmente un sindaco riesce a fare tutte e due le cose. Bisogna occuparsi di piccola politica ma anche di elaborare nuovi progetti per uscire 'oltre le mura'. Viterbo doveva avere il coraggio di fare cose che non aveva mai fatto prima. Dei sei punti del mio programma elettorale cinque sono stati realizzati. Per quanto riguarda le periferie abbiamo gettato le basi, toccherà al prossimo sindaco portarle a compimento''.

La politica quindi è un capitolo chiuso in modo definitivo?

''Nella vita non chiudi mai. Io consideravo che per me la questione politica si fosse chiusa nel 1995. Potrebbe farmi piacere continuare a interessarmi di politica ma non per una candidatura. Con l'esperienza vissuta ti rendi conti del contributo che puoi dare. Se qualcuno me lo chiedesse sarei disponibile a dare una mano''.






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