ANNO 16 n° 274
Niente tana libera tutti dopo l'Epifania
L'ipotesi č quella di una zona gialla rafforzata con misure ponte fino al 15

VITERBO - Non ci sarà un liberi tutti dopo l'Epifania, ormai è chiaro. Si va verso una zona 'gialla rafforzata' fino al 15 con restrizioni su base nazionale che verranno chiarite probabilmente in un nuovo Dpcm (o decreto) il 7 gennaio. Per quanto riguarda le riaperture, resta un punto interrogativo la scuola. 'Se ha dubbi, il governo ci convochi', dice il presidente delle Regioni Stefano Bonaccini, mentre i sindacati premono per lo slittamento. Ma Conte, anche oggi, ha ribadito che il ritorno sui banchi alle superiori con didattica in presenza almeno al 50% è una priorità. E se dal bollettino Covid di oggi emerge un tasso di positività in calo (ma comunque al 13,8%), i dati mostrano una nuova risalita dei contagi, tornati sopra quota 14mila, ma soprattutto di ricoveri e terapie intensive.

 

Su queste basi il Governo lavora a misure ponte per tutta l'Italia per un'ulteriore settimana. Se n'è discusso durante il vertice di ieri tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione della maggioranza, durato più di tre ore e incentrato sull'emergenza Covid. Alla riunione erano presenti anche il ministro della Sanità Roberto Speranza e il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, nonché i membri del Cts, convocati d'urgenza.

 

È in arrivo una nuova stretta per scongiurare la ripartenza dei contagi. Le ultime indiscrezioni parlano di un provvedimento ponte tra il 7 e il 15 gennaio, ovvero tra la data di scadenza del decreto natalizio e quella dell'ultimo Dpcm. Dovrebbe contenere misure che saranno applicate a livello nazionale, aldilà del sistema delle fasce. Questo consentirebbe di evitare il 'liberi tutti' e di monitorare per un'altra settimana l'andamento dell'epidemia. L'ipotesi è quella di una zona gialla 'rafforzata' in tutta Italia, con stop agli spostamenti tra regioni (se non per ragioni di necessità) e weekend del 9 e 10 gennaio con regole da zona arancione. Quindi bar e ristoranti chiusi anche a pranzo per il servizio al tavolo, ma asporto consentito, e niente spostamenti tra Comuni (nel fine settimana). Durante il vertice è stata anche espressa preoccupazione per i ritardi nelle vaccinazioni, in particolare per la Lombardia.

 

Di sicuro slitta al 18 la riapertura delle piste di sci, con l'ordinanza firmata da Speranza. E intanto sale il pressing per riaprire le palestre, anche se 'con regole più rigide': la coordinatrice dello Sport delle Regioni, Tiziana Gibelli, ipotizza la ripartenza dal 15 gennaio. Il presidente dell'Iss, Brusaferro, avverte: 'Non è il momento di rilassarsi. Viviamo in una pandemia, il virus circola diffusamente nel Paese e i servizi sanitari sono sotto stress'.

Per quanto riguarda le regioni, la previsione era che ripartissero da dove erano rimaste, quindi tutte in fascia gialla, compreso l'Abruzzo che si trovava nella fascia arancione, ma i numeri dei contagi hanno fatto scattare un campanello d'allarme.

 

La collocazione dei territori nelle varie zone - gialla, arancione o rossa - sarà decisa in seguito al monitoraggio che arriverà nella prima metà della prossima settimana. Sempre che le misure ponte che saranno decise a livello nazionale non facciano slittare ulteriormente il ritorno alla suddivisione per colori.

 

Stando agli ultimi dati, Veneto, Liguria e Calabria con l'Rt sopra l'1 rischiano di ripartire dalla zona rossa, mentre Lombardia, Puglia, e Basilicata potrebbero finire in quella arancione insieme all'Emilia Romagna.

 

Altri indicatori d'allerta riguardano Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna, che hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni, mentre per Lombardia, Trento e Veneto lo stesso discorso vale per le terapie intensive. Incerta la situaione della Sardegna, mentre fonti di Goveerno fanno sapere che dal 7 l'Abruzzo tornerà in zona gialla.






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