ANNO 16 n° 274
Niente applausi per Vannacci a Viterbo
Il generale non riceve abbastanza consensi, č subito caso di Stato
12/09/2024 - 10:28

VITERBO - Nessuna accoglienza da celebrità per Vannacci a Viterbo: il coriaceo generale-scrittore, divenuto celebre in breve tempo, è stato chiamato durante la processione del Trasporto di Santa Rosa per qualche selfie dagli aficionados, ma senza particolari trionfalismi ad accompagnare il suo ingresso nel capoluogo. Eppure, il senatore Umberto Fusco aveva promosso (e continua a farlo) le convinzioni del parlamentare con “Noi con Vannacci”, un’associazione che tanto parla italiano, ma forse non ha abbastanza investito in claim.

Chi di comizi irriverenti ferisce, di fan poco attivi perisce? Forse la comunicazione vannacciana consiste proprio nel suo essere diretta, mai mediata dai filtri dei social e mai sporcata da gesti sconvenienti, solo alimentata da affermazioni forti e, secondo il loro 'maitre-à-penser', spesso fraintese. Ogni politico si contraddice, ma il generale per antonomasia sembra raccontare verità scomode che, a onor del vero, qualche volte sono in conflitto tra di loro.

Salvini ha dipinto Vannacci come l’uomo del futuro, seppure sia stato accusato in molte occasioni di anacronismo; l’unico che, pur dichiarandosi indipendente, può salvare il suo partito dalle storture di un presente viziato. Una vera missione… Ma alla portata di un politico emergente che ha fatto di tre espressioni il suo salvagente: patria, azione, libertà. Il perfetto prototipo del 'physique du rol' che occorre per tenere a bada qualche benpensante, a prescindere da come preferisce definirsi. Una lotta, quella del generale, contro le ideologie dominanti o talvolta un semplice distrattore?






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