

VITERBO - Prende forma in Campidoglio il Network Italiano “Città per la Famiglia” rappresentato dagli assessori alle Politiche sociali e familiari dei comuni aderenti alla rete.
Per il capoluogo della Tuscia era presente l'assessore Daniele Sabatini, che ha illustrato la situazione di Viterbo e ha portato il suo fattivo contributo suscitando l'apprezzamento degli altri assessori provenienti da ogni parte d'Italia. Il Network ha l'ambizione di divenire un valido strumento di incontro e confronto per gli enti locali, nonché soggetto che interloquisce con gli organi di Governo centrale rispetto alle azioni da intraprendere a sostegno delle famiglie che soffrono, forse più di altri, questo periodo di crisi economica, sociale e valoriale.
“Il Network di Città per la famiglia – sostiene l'assessore Daniele Sabatini – intende colmare un vuoto istituzionale e ordinamentale che vede i diritti dell'individuo prevalere sui diritti della famiglia. La centralità dell'alveo familiare nell'attuale società, delle relative tematiche e problematiche, non può non essere priorità per un amministratore conscio delle difficoltà del momento. Strumenti di indicazione reddituale ed economica come l'Isee o il quoziente familiare debbono essere non solo approfonditi con particolare riferimento alle loro criticità, ma appare ormai indispensabile una condivisione con le realtà territoriali che a diverso titolo fanno proprie le difficoltà delle famiglie e ne esprimono autorevolmente la voce e le istanze”.
Sulla stessa linea il capogruppo Pdl in Consiglio comunale e presidente della Consulta del Volontariato, Roberto Bennati: “L'iniziativa presa dall'assessore Sabatini per conto dell'Amministrazione comunale, che vede Viterbo tra i primi comuni aderenti alla rete del Network, è condivisibile perché pone al centro delle politiche sociali la famiglia come luogo di cura e di relazione fondamentale tra le persone per il tessuto sociale delle città e della nazione. La famiglia - aggiunge Bennati – deve ridiventare soggetto centrale della politica, come più volte sollecitato dalle associazioni riunite nel Forum nazionale e regionale della Famiglia. E questa iniziativa dà una precisa indicazione in tal senso”.