

Non vi e' ancora una certezza definitiva sulle cause della morte del veronese Luciano Trezza e della romana Rita Melorio, i cui cadaveri sono stati rivenuti martedi' in una guest-house di Kathmandu, in Nepal. Lo ha appreso oggi l'ANSA da fonti consolari italiane e locali nepalesi. Interpellato dall'ANSA, il console generale a Kolkata (gia' Calcutta), Cesare Bieller, ha indicato che 'il decesso dovrebbe essere dovuto ad asfissia', ma che 'per una risposta definitiva dovremo attendere la conclusione delle indagini che sono ancora in corso'.
Trezza, di 53 anni, e Melorio, di 48, convivevano da una ventina d'anni ed erano appassionati di viaggi verso l'Asia, come dimostrano i numerosi visti sul loro passaporto di Thailandia, India ed, appunto, Nepal. Arrivati l'11 dicembre scorso, e con un biglietto aereo di ritorno confermato per i prossimi giorni, i due alloggiavano nella Satkar Guest House, un alberghetto di modeste condizioni nella zona centrale di Lagan Tole nella capitale. Dambar Nasingh Rajbhandari, gestore della guest-house, ha chiamato la polizia martedi' quando dopo aver bussato ripetutamente alla porta della stanza situata all'ultimo piano dell'edificio, non ha ricevuto risposta.
Per entrare, gli agenti hanno dovuto sfondare una finestra e quando sono entrati hanno trovato i cadaveri dei due composti nei rispettivi letti. Le porte e le finestre della stanza erano state sigillate con nastro adesivo, a quanto sembra per contrastare il passaggio di aria fredda. Il console Bieller ha infine detto che si e' in attesa di una decisione dei famigliari sul da farsi, anche riguardo all'autorizzazione di una eventuale autopsia, ma che per il momento nessuno ha annunciato il suo arrivo a Kathmandu.
Non avevano figli Luciano Trezza e Rita Melorio, la coppia di conviventi trovata morta in Nepal forse per asfissia. Sono le uniche notizie che trapelano dal capoluogo scaligero dove i due conducevano una vita molto ritirata. Abitavano in una palazzina a sei piani di via San Giovanni Lupatoto, nel quartiere di Borgo Roma. Su indicazione del consolato, i Carabinieri si sono messi in contatto con una parente della coppia alla quale hanno riferito l'accaduto
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