ANNO 16 n° 275
Nell’alta Tuscia primo impianto produzione e trasformazione patata igp
14/10/2012 - 10:33

VITERBO - Inaugurato a Campomorino (comune di Acquapendente) il primo impianto di produzione e trasformazione della Patata Igp.

“Una svolta storica per la cooperazione e il territorio dell’Alto Lazio e la possibilità di non essere secondi a nessuno'' ha dichiarato la presidente di Confcooperative Viterbo, Bruna Rossetti.

Un’operazione che vede protagonisti Copavit, Cooperative locali, Riserva di Monte Rufeno e Comune di Acquapendente nell’ambito di programmi per la valorizzazione dei prodotti locali. Una zona che comprende i comuni di Grotte di Castro, Acquapendente, S. Lorenzo Nuovo, Gradoli, Latera, Bolsena, Onano e Valentano. Coinvolte le cooperative Consorzio Cooperativo Ortofrutticolo Alto Viterbese, Alta Tuscia, Onanense, Coltivatori Diretti, Colli Volsini, Alto Lazio, Cooperativa Centro Agricolo Alto Viterbese, Etruria. Presenti all’inaugurazione di sabato scorso oltre 100 cooperatori. Assieme a loro Angelo Biagini di Legacoop Viterbo, il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, i rappresentanti di Arsial e Ministero delle Politiche Agricole e le organizzazioni professionali e di categoria.

“Un investimento complessivo di 8 milioni di euro – spiegano Egidio Canuzzi del Copavit e Augusto Di Silvio del CCORAV – dove il valore della produzione supera i 20milioni di euro. In una zona dove ci sono 700 produttori che ogni anno mettono sul mercato 50mila tonnellate di prodotto. Un’iniziativa che ha garantito anche un contributo di oltre 800mila euro da parte dell’Assessorato regionale all’Ambiente per un nuovo impianto industriale dotato di strutture fotovoltaiche da 40KW”.

Una gestione condivisa di un impianto industriale per la trasformazione della patata di IV gamma (e – in prospettiva – V gamma), da destinare alla ristorazione (mense, ristoranti, ecc.) e alla Grande Distribuzione. Con accordi di fornitura già intavolati. Un impianto che, a regime, arriverà a lavorare circa 2,0 tonnellate all’ora di prodotto con una produzione annua prevedibile di circa 4.000 tonnellate annue di patate mondate, pre-tagliate e preparate sottovuoto in involucri di peso diverso a seconda della destinazione di mercato e delle richieste dei clienti.

Con quali vantaggi? “Innanzitutto – proseguono Canuzzi e Di Silvio – l’ammodernamento della produzione e delle aziende che fanno parte della filiera, il miglioramento delle capacità professionali, l’adozione di sistemi di tracciabilità e la sperimentazione di nuove tecnologie. Ma ancor più importante, la possibilità di essere autonomi sul piano della trasformazione e del conferimento del prodotto. In poche parole: qualità della produzione, tradizione, sacrificio, lavoro. E quattro obiettivi fondamentali: ammodernamento; competitività; commercializzazione e conquista di nuovi mercati”.

 

 






Facebook Twitter Rss