

MONTEFIASCONE - Jean Piaget (1896-1980), psicologo e studioso della psicologia infantile, identifica nella fascia di età 4 – 11 anni due stadi estremamente importanti per la crescita e lo sviluppo cognitivo dei bambini. Li identifica come lo stadio preoperatorio o preoperazionale (4-7 anni circa) e stadio delle operazioni concrete (7-11 anni circa). Conclude la fase con lo stadio delle operazioni formali nella fascia di età 11-15 anni circa: ''I vari sistemi logici del pensiero operazionale concreto sono stati combinati assieme in vista di creare un unico sistema di pensiero rigorosamente organizzato, una totalità unificata. Il pensiero così diventa logico, astratto e flessibile, e continua a svilupparsi attraverso l’età adulta via via che le operazioni formali vengono applicate a un numero maggiore di situazioni e di aree di contenuto. L’egocentrismo continua la sua china discendente man mano che la persona allarga le proprie esperienze nel mondo del lavoro e le proprie relazioni sociali. Questi cambiamenti che avvengono dopo l’età di 15 anni, tuttavia, non comportano un cambiamento nella struttura del pensiero, ma solamente nel suo contenuto e nella sua stabilità'' (da G.Petter, Lo sviluppo mentale nelle ricerche di Jean Piaget, Firenze, 1961).
Da queste semplici note emerse dallo studio di Piaget si evince chiaramente come il processo formativo che va dalla scuola materna agli anni della scuola elementare siano fondamentali per la crescita e lo sviluppo cognitivo dei bambini. Al concetto degli stadi dello sviluppo dell’intelligenza vanno aggiunti i fattori ambiente, cultura, ma in modo particolare il fattore tempo inteso come velocità di apprendimento che, in senso assoluto, dipende dal contesto educativo in cui i bambini si trovano ad operare. Quindi, se si migliora il contesto educativo, molto probabilmente si migliora l’ambiente di apprendimento di conseguenza anche il fattore tempo/velocità ne beneficerebbe.
E’ proprio sulla traiettoria del contesto educativo che Rossano Capocecera in collaborazione con le insegnanti Barbini Sandra e Rosetto Enrica Maria, l’assessore Massimo Ceccarelli, l’Ing Cecchetti e il suo staff dell’ufficio tecnico ha voluto perseguire il progetto di installare la Wi-Fi anche presso la scuola di Zepponami alla pari degli altri plessi. Peanuts (noccioline), qualcuno potrebbe commentare.
Peanuts, se pensiamo a semplici access points. Valore aggiunto, se la valutazione tiene conto dell’incremento qualitativo dell’ambiente educativo. Il plesso di Zepponami, ora, può vantare anche della digitalizzazione oltre al tempo pieno e il servizio mensa.
Altra nota: il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di diversi insiemi che vanno dall’amministrazione comunale, allo staff tecnico comunale, al corpo insegnanti con l’autorizzazione della dirigente scolastica dott.ssa Anna Grazia Peragostini e la società fornitrice del servizio (WiPlanet).
Un sistema di insiemi che si intersecano dimostrando, coerentemente, come la mission dell’attuale amministrazione sia quella di porsi sempre di più in linea e a disposizioni della cittadinanza al fine di migliorare quanto più possibile il contesto del paese.