

Se la Provincia di Viterbo per ora può tirare un sospiro di sollievo, non rientrando nella lista dei capoluoghi a rischio soppressione avendo una popolazione al di sopra dei 300mila abitanti, per sei comuni della Tuscia non si può dire altrettanto.
Secondo la manovra bis illustrata ieri dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, infatti, i comuni che hanno meno di mille abitanti sono destinati all’accorpamento e nel territorio viterbese di realtà simili ce ne sono: Arlena di Castro, Calcata, Latera, Lubriano, Proceno e Tessennano.
In bilico, però, ci sono anche Onano e Barbarano Romano, che superano di poco la fatidica soglia.
Per sapere il destino di questi comuni bisognerà aspettare ancora qualche settimana: il provvedimento governativo, infatti, si baserà sul prossimo censimento della popolazione e delle abitazioni, previsto per il 9 ottobre. Sarà questa la data in cui i 1.945 comuni e le 36 province di tutta Italia a rischio conosceranno il loro destino.