ANNO 16 n° 272
Nella Tuscia il 2% delle aziende è a rischio infiltrazione mafiosa
I dati della Cgia di Mestre su Banca d'Italia. Sarebbero 540 le aziende contigue a contesti di criminalità
24/12/2024 - 07:03

 

VITERBO - Nella provincia di Viterbo circa il 2 percento delle aziende è a rischio infiltrazione mafiosa. E' quanto emerso dall'ultimo report della Cgia di Mestre, su dati Uif, l'unità di informazione finanziaria della banca d'Italia, con l'incrocio dei dati tra la struttura e la direzione nazionale antimafia e l’autorità giudiziaria. Attraverso la lettura dei dati è stato possibile mappare il numero delle imprese presenti in Italia, cosi come nella provincia di Viterbo, che potenzialmente sono contigue a contesti di criminalità organizzata.

Risalendo alle segnalazione di operazioni finanziarie sospette, è stato possibile individuare 540 aziende in 'odore di mafia' su 32.500 totali nella sola provincia di Viterbo. Ma quali sono gli ambiti criminali in cui le mafie fanno business? Il proventi monetari alimentati dalle mafie fanno essenzialmente capo al narcotraffico, al traffico di armi, allo smaltimento illegale di rifiuti, così come gli appalti pubblici, l'usura, la prostituzione. Miliardi di euro che fanno 'concorrenza' ai fatturati dei principali gruppi industriali presenti in Italia, come Eni, Enel, e Gse, tanto che la mole finanziaria agitata dalle mafie rappresenta la quarta industria del paese con un 'fatturato di oltre 40 miliardi di euro l'anno.

Gli imprenditori finiscono sempre più nel mirino della malavita. Negli ultimi dieci anni sono aumentate, seppur lievemente, le denunce di estorsione. Nella Tuscia sono state 47 nel 2013 e 49 nel 2023






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