


di Fabio Tornatore

VITERBO - La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nella Tuscia potrebbe a breve avvicinarsi a quella della centrale di Civitavecchia che, con tre generatori da 660 megawatt, immette nella linea 1,9 gigawatt di corrente. La quantità di energia che infatti verrà prodotta da impianti fotovoltaici ed eolici che attualmente sono in via di approvazione sarebbe di 1,318 gigawatt, oltre due terzi quella della centrale di picco del litorale laziale, senza oltretutto contare gli impianti di piccole dimensioni, e quelli familiari, sui tetti delle case e dei palazzi, delle aziende.
La domanda allora sorge spontanea: sarà possibile, se gli impianti verranno approvati, scollegare la centrale e vivere di energia rinnovabile? La risposta non è chiara al momento, però ci sono opinioni contrastanti.
'L'energia elettrica prodotta dalle FER è molta, ma è una produzione intermittente' spiega Adrian Moss, presidente di Italia Nostra VIterbo 'non garantisce la costanza che necessita alle famiglie e alle aziende. Durante la notte, nei giorni nuvolosi per esmpio, se manca il vento. L'unica soluzione adatta alla produzione pulita è il nucleare. Inoltre non si parla dei danni climatici prodotti dalle fonti rinnovabili: è il paradosso green. Ci sono studi che dimostrano che dove ci sono molte pale eoliche cambia l'umidità dell'aria, la quantità di pioggia, il vento'.
'Attualmente la tendenza europea è quella delle fonti rinnovabili come fotovoltaico ed eolico' spiega l'ing. Giovanni De Caro, delegato nazionale di AIOS (Associazione Interforze Osservatori Sicurezza Protezione Civile) 'e la produzione è buona, l'unica cosa è che esistono tecnologie sicuramente più performanti che riempire migliaia di ettari di pannelli. Impianti di Concentrazione Solare, per esempio, riuscirebbe a produrre molto di più in spazi limitati. La produzione da FER attualmente è molto buona, ma va bene per PMI o impianti familiari, non si possono riempire terreni di pannelli'.
