ANNO 16 n° 274
''Nel 2012 taglio del 3,7% del servizio
e aumenti del 15% dei biglietti''
I dati emergono dalla nuova edizione ''Rapporto Pendolaria'' di Legambiente
19/12/2012 - 04:00

VITERBO - ''Il 2012 è stato un ennesimo anno difficile per la vita dei pendolari nella nostra regione, con un taglio del 3,7% del servizio e aumenti del 15% dei biglietti e degli abbonamenti''.

Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono per Roma e il Lazio dalla nuova edizione del ''Rapporto Pendolaria'' di Legambiente.

Delle 20 linee pendolari più frequentate d'Italia le prime quattro sono “laziali”, sette su venti nel complesso, tutte tra i primissimi posti nazionali. La più affollata linea pendolare italiana è la Roma–Lido che trasporta ben 90mila pendolari ogni giorno dai comuni del litorale e da Ostia verso Roma. Segue nella classifica la Roma nord–Viterbo con 75mila passeggeri al giorno e poi, ancora, la Fr1 Fiumicino Aeroporto-Orte, con le sue 65mila persone al giorno mentre alla quarta posizione c’è l’altra linea che collega la Tuscia alla Capitale: la Fr3 Roma Ostiense-Viterbo con 65mila passeggeri al giorno, classificata di “serie B” per il materiale rotabile dedicato al servizio pendolare e la frequenza di 15-30 minuti.

“I pendolari vivono ogni giorno in emergenza, - ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. treni stracolmi, carrozze abbandonate, biglietterie scomparse nelle fermate mai presidiate, informazioni inesistenti. Bisogna subito mettere mano alla qualità dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi, i trasporti regionali soffrono da troppo tempo la mancanza di investimenti adeguati.”

A questo proposito Legambiente presenta il testo di una “legge per i pendolari” e chiede che sia uno dei primi atti del nuovo governo regionale, per migliorare quantità e qualità del servizio, incrementare l’offerta dei servizi: un unico articolo, tre commi, con al centro la creazione di un fondo regionale per il trasporto locale, nel quale confluisca almeno l'1% del bilancio regionale, 200 milioni all'anno vincolati a questi obiettivi, un miliardo di euro nei cinque anni di governo, per l’acquisto di nuovo materiale rotabile e il potenziamento strutturale della rete.

 

 






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