ANNO 16 n° 272
Nel 2012 crescita sotto
lo zero per le imprese
È quanto emerge dal rapporto Movimprese di Unioncamere
25/01/2013 - 14:02

VITERBO - Un 2012 con il segno negativo per le imprese della Tuscia, che terminano l’anno tra aperture e chiusure con un saldo pari al -0,02%. È quanto emerge dal Rapporto Movimprese di Unioncamere, realizzato sulla base del Registro Imprese della Camera di Commercio di Viterbo, evidenziando come il dato della Tuscia sia il più basso del Lazio e inferiore alla media nazionale (0,31%). Sono state infatti 2.360 nel 2012 le imprese iscritte (erano 2.324 nel 2011), contro le 2.366 le cessazioni (erano 2.033 lo scorso anno), con un saldo negativo di -6 imprese in termini assoluti.

“Il nostro tessuto imprenditoriale, costituito prevalentemente da micro e piccole imprese – dichiara Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo – subisce in maniera consistente il perdurare della crisi, ponendo in grave difficoltà numerose attività tradizionali che si vedono costrette a chiudere. Al tempo stesso dal Rapporto si coglie il dinamismo in alcuni settori, in cui si intraprende la strada imprenditoriale sia per reagire alle difficoltà occupazionali sia per diversificare la propria attività. È urgente mettere in campo a livello nazionale tutti gli strumenti per evitare l’emorragia del nostro patrimonio imprenditoriale. L’attenzione a temi quali il credito, l’occupazione, la semplificazione amministrativa, la riduzione della pressione fiscale non sono più scelte rimandabili”.

L’analisi settoriale dei dati mostra nel settore agricolo, che da solo rappresenta oltre il 32% del totale delle imprese nella Tuscia, una contrazione del 2,21%. La diminuzione è determinata in parte dalla generale situazione di crisi del mondo agricolo e in parte da fattori endogeni quali l’insufficiente ricambio generazionale e dai processi di razionalizzazione e accorpamento tra imprese che essendo di piccole dimensioni sono poco strutturate e fragili dal punto di vista finanziario e organizzativo. In flessione anche le attività manifatturiere (-2%), delle costruzioni (-1,73%), e finanziarie e assicurative (-0,55%).

Tengono, invece, il settore del commercio (+0,47%), le cui imprese rappresentano il 22% del totale delle imprese provinciali, e dei trasporti (+0,66%). Positivi i risultati anche dei servizi di alloggio e ristorazione che crescono di oltre il 3%, dato molto significativo in un’ottica di sviluppo della vocazione turistica del territorio. Buone prospettive anche nelle attività immobiliari (+2,06%) e per le attività di noleggio e agenzie di viaggio (+3,71%) e le attività professionali e tecniche (+4,41%).

Da evidenziare la crescita del settore per la fornitura di energia elettrica dovuto alla nascita nel nostro territorio di imprese per la produzione di energie alternative.

Altrettanto rilevante è l’analisi delle variazioni per forma giuridica delle imprese. Nel 2012 nella provincia di Viterbo si rileva più marcatamente rispetto alla media nazionale il processo di cambiamento del tessuto imprenditoriale con la diminuzione delle ditte individuali (-1,23%), a vantaggio di forme giuridiche più strutturate quali le società di capitali (+3,88%) e di persone (+0,91%). Ne consegue che le società di capitale rappresentano il 13,8% del totale delle imprese registrate, le società di persone il 16,9%, mentre le imprese individuali vedono ridurre la propria quota al 66,1%.

 

 

Tab. 1 - Numerosità delle imprese nella provincia di Viterbo* (ATECO 2007)

Descrizione attività

Stock al 31.12.2012

Quota % del settore sul totale

Saldo annuale dello stock

Var. % annua dello stock

Agricoltura, silvicoltura pesca

12314

32,24%

-278

-2,21%

Estrazione di minerali da cave e miniere

55

0,14%

-4

-6,78%

Attività manifatturiere

2205

5,77%

-46

-2,04%

Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condiz...

31

0,08%

13

72,22%

Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione

53

0,14%

-3

-5,36%

Costruzioni

5335

13,97%

-94

-1,73%

Commercio all'ingrosso e al dettaglio;

8344

21,85%

39

0,47%

Trasporto e magazzinaggio

611

1,60%

4

0,66%

Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione

2114

5,54%

65

3,17%

Servizi di informazione e comunicazione

439

1,15%

-3

-0,68%

Attività finanziarie e assicurative

540

1,41%

-3

-0,55%

Attività immobiliari

744

1,95%

15

2,06%

Attività professionali, scientifiche e tecniche

639

1,67%

27

4,41%

Noleggio, ag. di viaggio, servizi di supporto imprese

754

1,97%

27

3,71%

Istruzione

98

0,26%

1

1,03%

Sanità e assistenza sociale 

130

0,34%

11

9,24%

Attività artistiche, sportive, di intrattenimento

331

0,87%

13

4,09%

Altre attività di servizi

1187

3,11%

-3

-0,25%

Imprese non classificate

2268

5,94%

-19

-0,83%

*Il risultato totale risente delle cancellazioni d’ufficio per cui non è possibile analizzare in questa tabella il tasso di crescita complessivo (Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese).

 

FORME GIURIDICHE

2009

2010

2011

2012

Ditte individuali

67,8%

67,3%

66,8%

66,1

Società di persone

17%

17,0%

16,9%

16,9

Società di capitali (Spa, Srl, Sapa)

12,1%

12,7%

13,2%

13,8

Altre forme

3,0%

3,0%

3,1%

3,2

Totale

100,0%

100,0%

100,0%

100,0

Tab. 2 – Percentuale di imprese per natura giuridica

(Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese)






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