ANNO 16 n° 274
Negozi aperti 33 domeniche a Viterbo
Accordo tra le associazioni dei commercianti e i sindacati
06/03/2012 - 19:52

VITERBO – Negozi aperti 33 domeniche più 3 festivi a Viterbo. E’ quanto prevede l’accordo firmato oggi dalle associazioni di categoria dei commercianti (Confesercenti, Confcommercio e Lega regionale Coop Lazio) e dai sindacati confederali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uil-Tucs). Aperture che dal 2013 scenderanno a 32. Resta salva la facoltà degli esercenti di aderire o meno al calendario.

L’accordo, di fatto, rappresenta una sorta di autoriduzione di quanto previsto decreto liberalizzazioni del governo Monti, che stabilisce 52 aperture domenicali più tutti i festivi. Una norma che sia le associazioni di categoria che i sindacati hanno definito “insostenibile”, che di fatto “azzererebbe il tempo libero per i negozianti e i loro dipendenti” e creerebbe “una giungla delle aperture”.

“Non si può chiedere ai lavoratori di rinunciare praticamente a tutti i riposi domenicali – ha detto Fortunato Mannino della Fisascat-Cisl -, anche perché le donne, che rappresentano il 70% dei dipendenti del settore, non avrebbero più tempo da dedicare alle famiglie e ai figli. Abbiamo aderito al protocollo – conclude – per salvaguardare i lavoratori ed evitare conflitti sociali che finirebbero per ritorcersi contro l’intero comparto”

Ad avviso del direttore dell’Ascom Mauro Barlozzini, “restare aperti tutte le domeniche dell’anno sarebbe più un costo che un beneficio. Da qui l’idea di formulare un nostro calendario”. Lo stesso Barlozzini ha spiegato che le 33 aperture domenicali e le 3 festive sono solo un orientamento di massima, “in quanto i commercianti restano liberi di decidere se applicarlo o meno”.

Anche per Maria Elvira Fatiganti della Uil-Tucs, “accordo era indispensabile per tutelare la qualità di vita dei lavoratori e rendere compatibile l’attività con le famiglie”.

Secondo Carlo Proietti della Filcams-Cgil, ha auspicato che il Comune, “che non ha ancora sottoscritto il protocollo, dovrebbe farsi garante dell’intesa raggiunta tra le parti, farsene garante e vigilare sul suo rispetto”.






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