ANNO 16 n° 271
Necropoli etrusche, Marini: 'Era ora che riapriva Poggio Giudio...'
'Simbolo dell'identitą viterbese: un'oasi importante per attrarre turismo'
Marica
26/09/2022 - 07:01
di Marica Orefice

VITERBO - 'Era ora che riapriva Poggio Giudio, necropoli fuori Valle di Faul, acquistata dalla Provincia di Viterbo nel 2004. Ha avuto uno sprazzo di vita ma oggi ha di nuovo una speranza grazie ai volontari dell'associazione e della Provincia che l'ha concessa', così l'ex sindaco Giulio Marini.

Così l'ex sindaco Giulio Marini che, durante il suo mandato, si era determinato di riqualificare l'area e oggi, a distanza di anni, l'oasi tornerà in tutto il suo splendore: l'area sarà finalmente rivalorizzata dopo anni di stato di degrado ed abbandono. Infatti, da pochi giorni si è concluso l'iter alla Provincia per l'assegnazione in comodato d'uso dell'area di Poggio Giudio, all'associazione Tuscia Pro Natura, in collaborazione con l'archeologo Pasquale Marino che, per anni, si è interessato a rendere accessibile il sito a tutti.

Il sito archeologico risale al IV secolo a.C. e rappresenta uno dei più grandi siti etruschi della Città dei Papi quindi simbolo dell'identità viterbese. Composto da due aree archeologiche: l'unione dell'area soprastante con quella sottostante determinerebbe una zona di altissimo valore archeologico. Il nome “poggio giudìo” deriva dal fatto che il sito, durante il Meidoevo, venne destinato ad accogliere le sepolture della comunità ebraica viterbese.

Le sepolture sono circa 18 e all'interno del pozzo si trovano due tombe definite monumentali, quella di 'Cresciani e 'del Portale', insieme ad una decina di sarcofagi etruschi. Insomma, un patrimonio pubblico di netta rilevanza che comprende reperti ebraici, etruschi e di archeologia industriale.

La riscoperta della necropoli sarebbe un'occasione per attirare turisti dato che si trova a circa 300 metri dalla principale porta d'accesso alla città. 'Uno spazio importante per il turismo, la cultura, rappresentazioni e momenti di intrattenimento. Avanti Viterbo', conclude Giulio Marini.






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