

I carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, il Ros e lo squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, hanno catturato a Casignana, piccolo comune della locride, il latitante Rocco Trimboli, detto «Piseia», inserito nell'elenco dei latitanti pericolosi e ricercato dal maggio.
Su di lui pendevano due ordini di carcerazione uno per traffico di droga e l'altro per associazione di tipo mafioso. Per il primo, emesso dalla Procura Generale di Torino, Trimboli deve scontare un residuo di pena di 11 anni, un mese e 8 giorni di reclusione, per una condanna definitiva per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.
Nel secondo, emesso dal gip del Tribunale di Torino nel maggio 2011, Trimboli è ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso.
Il latitante Trimboli costituisce «un irrinunciabile punto di riferimento per le collegate 'ndrine piemontesi e lombarde». Così gli investigatori definiscono lo 'ndranghetista arrestato. Il suo apporto allo sviluppo dell'organizzazione criminale in Piemonte è documentato nell'operazione 'Minotauro', che lo scorso mese di giugno ha portato a 150 provvedimenti restrittivi.
Secondo l'accusa, Trimboli andava in Piemonte per partecipare ai riti di affiliazione, decisi sempre dal locale di 'ndrangheta di Platì, nel reggino, fino alla sua latitanza. Il fratello Saverio è stato pure lui un latitante inserito nell'elenco dei cento ricercati più pericolosi (arrestato nel febbraio 2010) e l'altro fratello Natale è tuttora latitante. Nel corso delle perquisizioni eseguite tra il 2009 e il 2010 dai carabinieri alla ricerca dei latitanti della famiglia Trimboli, sono stati trovati dieci bunker, di cui uno proprio nell'abitazione di Roccp Trimboli, al quale si accedeva dalla camera da letto.
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