ANNO 16 n° 274
''Natura, cultura, distretti
per la Tuscia in Europa''
L'eurodeputato Roberto Gualtieri ospite del Pd provinciale
27/01/2014 - 18:32

VITERBO – “Il Partito democratico è europeista fino in fondo, non come altre formazioni che si ricordano dell'Europa soltanto a venti giorni delle elezioni”. Così Andrea Egidi, segretario provinciale del Pd (insieme alla vice Manuela Benedetti), ha accolto l'eurodeputato Roberto Gualtieri nella sede di via Polidori, per un incontro con la stampa prima della presentazione di EuLab2014 alla sala conferenze della Camera di commercio.

“Quella dell'onorevole Gualtieri è una presenza ormai abituale nella Tuscia: è stato qui già due volte negli ultimi mesi e tornerà a breve – ha detto Egidi – Questa è la parte del lavoro più legata al territorio, che spesso non viene valorizzata ma che invece è fondamentale per imprimere l'idea di Europa in Italia, per far riscoprire l'orizzonte politico, economico e culturale del continente”.

Gualtieri ha illustrato le “battaglie” (le ha chiamate così) del suo mandato che ormai va a concludersi, visto che si vota a primavera, e ha indicato le linee guida per i prossimi sei anni (2014-2020), specificando che “anche le questioni di fondo dell?Europa non debbono essere lasciate agli specialisti di Bruxelles e ai burocrati, ma discusse e affrontate anche dal territorio e nelle strutture decentrate del partito”.

Tanta economia e welfare nell'attività dell'europarlamentare eletto nella circoscrizione centro, ma anche i risultati pratici di aver fatto comprendere il meccanismo dei contributi europei indiretti (che passano dalle Regioni) e quelli diretti. “Il Lazio, nella prossima legislatura, vedrà aumentati il suo appannaggio di circa 400 milioni”.

Per la Tuscia, Gualtieri suggerisce due sfide. “Una, la costruzione di sinergie, di intrecci, tra natura e cultura, per formule inedite e attrattive di sviluppo. L'altra è puntare sulle piccole e medie imprese, quelle dei distretti, e penso alle ceramiche”.

Chiusura con la stretta attualità politica. Lui, che fa parte del gruppo socialista democratico di Martin Schulz (candidato alla presidenza della commissione europea) vede come inevitabile e logica l'iscrizione del Pd nel Partito socialista europeo, tema di tanti maldipancia per certe correnti del partito, per esempio gli ex popolari: “E' vero, ci sono altre culture dentro il Pd che vanno rispettate, ma che troveranno spazio e voce anche nel Pse. Dove il Pd sarà a casa sua, lo dimostrano anche la coincidenza assoluta di votazioni dei singoli eurodeputati”.






Facebook Twitter Rss