

VITERBO - Doveva essere il Natale della ripartenza, quello in cui la città e la Tuscia avrebbero rialzato la testa dopo l'anno horribilis del covid. Queste festività, invece, si stanno presentando non certo sotto i migliori auspici.
Non solo e non tanto perché il virus ha ripreso a correre (nella giornata di ieri Viterbo ha registrato 35 nuovi casi) ma per le conseguenze che la crisi che si è aperta a livello amministrativo con la caduta del sindaco Arena.
Al di là dei giudizi di merito sull'operato dell'amministrazione, c'è un dato oggettivo: la città si ritrova ''senza guida'' in un momento particolarmente delicato in cui c'è da continuare a fronteggiare la lotta alla pandemia e da intercettare e gestire le risorse che arriveranno dal Pnrr. Un'occasione rispetto alla quale la città rischia di perdere.
Non solo, la battaglia di nervi nel centrodestra, sfociata con la sfiducia ad Arena, rischia di avere ripercussioni importanti sulla Provincia e sulle altre amministrazioni comunali della Tuscia. L'effetto domino di Civita Castellana, in cui Forza Italia ha lasciato la maggioranza di centrodestra, è solo il primo campanello d'allarme.
Tornando a Viterbo, ieri sono state protocollate le dimissioni dei 19 consiglieri che la sera prima erano andati dal notaio, non senza una piccola suspance. All'atto del deposito pare che ci sia stato un problema di pec e di documenti che è stato risolto solo in tarda mattinata.
Ora la palla è in mano al Prefetto che dovrebbe nominare nei prossimi giorni, entro la fine dell'anno, il commissario che reggerà il Comune fino alle elezioni di primavera.