


VITERBO - Dopo tre anni di preparativi, nasce a Viterbo il primo sportello antiviolenza rivolto alle braccianti agricole. Questo sportello, nato dalla collaborazione tra Fimavla-ebat e Kyanos, è volto alla tutela dei diritti in un settore spesso segnato da situazioni di sfruttamento e violenza.

Le info sullo sportello
Lo sportello, situato in via delle Mura 17, è aperto tutti i martedì dalle 15 alle 19, saranno sempre presenti un’operatrice antiviolenza, una psicologa e una mediatrice linguistica. Inoltre sarà disponibile un servizio di consulenza legale, oltre a un numero di assistenza attivo 24 ore su 24 - 347 8822124 -.
Un progetto bilaterale per il sostegno ai lavoratori
Angelo Serafinelli, coordinatore di Fimavla-Ebat spiega “Questo sportello nasce da un'intesa siglata nel 2021 in sede di contratto provinciale. Dopo tre anni di lavoro, oggi siamo qui a presentare l’apertura dello sportello insieme all’associazione Kyanos, che opera da anni sul territorio con eccellenti risultati. La nostra intenzione è fornire supporto a lavoratori e lavoratrici che si trovano in situazioni di disagio”. Fimavla-Ebat, nato nel 1970 e diventato ente bilaterale nel 2014, come spiega il suo coordinatore, l’ente sostiene i lavoratori e le aziende che rispettano le norme contrattuali e i diritti dei dipendenti, con particolare attenzione alle condizioni di lavoro.

La missione dell’associazione Kyanos
Marta Nori, presidente dell’associazione Kyanos, sottolinea che lo sportello antiviolenza non si limita al contrasto della violenza di genere, ma promuove una rete di supporto per le donne in situazioni di fragilità. “L’associazione Kyanos fornisce aiuto a molte donne, per noi è dunque importante mobilitarci seguendo due fasi, dalla prevenzione alla sensibilizzazione, per questo abbiamo fatto sì che lo sportello possa offrire consulenza legale, mediazione linguistica e supporto psicologico. Crediamo fermamente che la costruzione di una rete antiviolenza professionalizzata sia essenziale per fornire il giusto aiuto”.
Un’alleanza per la tutela delle lavoratrici
Antonio Biagioli, vicepresidente di Fimavla-Ebat sottolinea l’importanza del progetto, spiegando come la violenza e le molestie colpiscano in modo particolare le donne nel settore agricolo, ma anche gli uomini spesso migranti. “Il 75-80% delle braccianti agricoli è composto da extracomunitari, spesso vittime di vessazioni. Inoltre l’agricoltura è un settore dove, purtroppo, le malattie e gli infortuni non vengono pagati dalle aziende, ma solo dall’INPS, aggravando ulteriormente la precarietà”.