ANNO 16 n° 274
Narcotraffico gestito dal boss della Magliana, due arresti nella Tuscia
Uno avrebbe avuto il ruolo di intermediario con i narcos, l'altro di 'pagare' la droga al fornitore sudamericano
05/06/2024 - 07:01

VITERBO - Ci sono uno straniero residente a Carbognano e un italiano di Ronciglione tra le 28 persone raggiunte ieri dalle misure cautelari emesse dal gip di Roma nell'ambito dell'inchiesta dei carabinieri e coordinata dalla Dda capitolina che ha portato a smantellare un'organizzazione criminale dedita al narcotraffico e capeggiata da Marcello Colafigli, a suo tempo boss della banda della Magliana. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, di tentata rapina in concorso, tentata estorsione in concorso, ricettazione e possesso illegale di armi, procurata in osservanza di pena e favoreggiamento personale.

Le indagini sono partite a giugno 2020. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno raccolto gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un sodalizio criminale, con base logistica nella capitale e operativo nell’area della Magliana e sul litorale laziale, capeggiato da Colafigli che, nonostante in regime di semilibertà, sarebbe riuscito a pianificare cessioni ed acquisti di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti dall’estero (Spagna e Colombia), mantenendo rapporti con esponenti della ‘ndrangheta, della camorra, della mafia foggiana e con albanesi inseriti in un cartello narcos sudamericano.

Tra i destinatari delle misure cautelari c'è Naser Xhylan, 54enne kosovaro, domiciliato a Carbognano e Mauro Fioravanti, 50enne residente a Ronciglione.

Secondo gli investigatori il primo avrebbe svolto un ruolo di intermediatore dell'organizzazione con i fornitori di droga colombiani, avrebbe curato le attività logistiche e operative d’importazione di droga nonché il trasporto dello stupefacente al destinatario.

L'altro, invece, con una serie di passaggi di denaro sui propri conti correnti avrebbe pagato il fornitore di droga sudamericano attraverso la ricarica di carte di pagamento.

PRESUNZIONE DI INNOCENZA: Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, le persone indagate devono pertanto ritenersi presunti innocenti fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.






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