ANNO 16 n° 275
Napolitano: 'Bene l'idea della Costituente, ma lasceṛ nel 2013'
05/07/2012 - 09:36

L'idea di un'Assemblea Costituente ha una sua 'motivazione' e tocca al Parlamento valutarla insieme ad altre proposte. Lo dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un colloquio con Repubblica in cui ribadisce di voler rispettare la scadenza del suo settennato: 'conto i giorni alla rovescia fino al maggio del '13''. Napolitano non si pronuncia 'nel merito' su 'progetti volti a cambiare l'architettura costituzionale', ma sottolinea che occorre 'una visione ponderata dei nuovi equilibri da stabilire tra le istituzioni e tra i poteri, una visione ponderata alla luce di fondamentali principi e garanzie. E' stata appena presentata la proposta della elezione di un'Assemblea costituente - prosegue -, e dopo trent'anni di tentativi abortiti di riforma costituzionale non si può negare che questo approccio abbia una sua motivazione'. Ampie le riflessioni sul ruolo del Colle: 'In questi sei anni al Quirinale - afferma Napolitano - ho potuto meglio comprendere come il presidente della Repubblica italiana sia forse il capo di Stato europeo dotato di maggiori prerogative'. 'Gli altri capi di Stato 'non esecutivi' hanno in generale poteri molto limitati. Il solo al quale, oltre a rappresentare l'unità nazionale, la Costituzione attribuisce poteri in vario modo precisi e incisivi è quello italiano'. Il governo invece 'non può mai essere pertinenza esclusiva di un partito. E' un'istituzione, il governo, e risponde a tutti gli italiani. Naturalmente deve avere la fiducia di una maggioranza parlamentare che lo consideri un governo da sostenere attivamente. Quando non fosse più così, le Camere lo sfiducerebbero. Questo è il funzionamento corretto dì una democrazia parlamentare'. Napolitano interviene anche sul caso Mancino: 'La correttezza dei miei comportamenti ha trovato il più largo riconoscimento. Ho perfino resa pubblica la lettera da me inviata al Procuratore generale della Cassazione cui sono attribuiti precisi poteri per il corretto andamento dell'amministrazione della giustizia'.

L'ITALIA DEVE FARCELA - 'Io so soltanto che dobbiamo farcela': 'hanno provato ad aprire nuove strade, e con successo, a fine giugno a Bruxelles Monti, Hollande, Rajoy, Draghi e altri'. Uscire dall'euro? 'Sciocchezze o peggio pura demagogia'. Lo dice Napolitano in un colloquio su Repubblica con Eugenio Scalfari. Napolitano invita ad intraprendere la via dello Stato federale europeo: 'Gli Stati nazionali - spiega - garantiscono una tradizione, una cultura, una storia, ma soltanto l'unione politica dell'Europa, secondo l'originaria ispirazione federale, garantisce la speranza del futuro'. Con la cancelliera Angela Merkel il capo dello Stato dice di aver avuto sempre 'scambi di opinioni' di 'reciproca comprensione e fiducia'. 'Sono in giuoco questioni complesse - prosegue -, si sono manifestati disaccordi non lievi, ma il rapporto tra l'Italia e la Germania, e quindi tra i due governi e le rispettive rappresentanze e opinioni pubbliche, rimane un pilastro fondamentale della costruzione europea'.

Giorgio Napolitano conferma che lascerà il Quirinale alla data prevista, cioé nel maggio 2013, e così sfila senza ambiguità il suo nome dai tanti 'rumours' di stampa che parlano della nascita di un'assemblea costituente con una proroga di 12 mesi per il suo incarico al colle e per quello di Monti a palazzo Chigi . Un dibattito politico - non privo di veleni - che si sta svolgendo quasi sotto-traccia e che é stato aperto da Marcello Pera con la sua proposta di assemblea costituente illustrata proprio al capo dello Stato nei giorni scorsi. Ma le tante indiscrezioni, ed anche alcune letture malevole, sulla sua voglia di restare al Quirinale, hanno convinto ieri il presidente della Repubblica che era ora di intervenire con decisione. Detto e fatto: Napolitano premette di aver accolto 'con attenzione ed interesse le motivazioni e le finalità' dell'iniziativa dell'ex presidente del Senato ma fa sapere di aver ribadito a Pera 'il suo fermo intendimento di considerare conclusa - alla scadenza del mandato, nel maggio del 2013 - la sua esperienza al Quirinale'. 

Nessuna proroga quindi e nessuna voglia di proroga, si ribadisce dal Colle dove si è consapevoli della 'delicatezza costituzionale' della materia. Non a caso la proposta di una proroga di Napolitano e Monti per dar vita a una costituente viene definita addirittura 'un'apocalisse costituzionale', da uno dei più noti costituzionalisti italiani Michele Ainis. Non è un mistero poi che il presidente da tempo chieda alle forze politiche di mettersi d'accordo almeno sulle 'riforme possibili', al minimo su quella della legge elettorale. Naturalmente il dibattito politico procede su due binari: quello alto, costituzionale, per riformare le istituzioni del Paese; quello piu pratico e di corto respiro che legge la proposta Pera in chiave di slittamento dell'appuntamento elettorale. Diversi quotidiani hanno riferito di una 'pazza idea' che cresce tra i partiti di prendere due 'piccioni con una fava': riformare il Paese ed allontanare un voto a rischio con una doppia proroga, quella di Monti e di Napolitano. Una 'tentazione' che avrebbe anche Pier Ferdinando Casini, almeno secondo il 'Giornale' e 'Libero'. Ieri Marcello Pera ha spiegato così la propria idea al Corsera: serve una assemblea costituente che aiuti l'Italia ad uscire dalla fase di stallo in cui si trova e per riscoprire l'identità nazionale. 'Convinto che l'intervento sia necessario ho presentato in modo del tutto autonomo un disegno di legge di revisione costituzionale per ottenere un risultato certo domani', ha scritto Pera al quotidiano milanese. Una proposta che il Pd rigetta ma con educazione: l'idea di Marcello Pera è 'seria, dalle linee precise'; ma gli interlocutori nel Pdl sono 'inaffidabili', osserva seccamente il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro.

ansa.it






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