ANNO 16 n° 273
Museo Etrusco,
100 anni di cultura
Un convegno per celebrare le collezioni di palazzo Vitelleschi
05/10/2016 - 02:00

TARQUINIA – Il museo Etrusco di palazzo Vitelleschi spegne le cento candeli. La ricorrenza sarà celebrata sabato 8 e domenica 9 ottobre 2016 nella sala consiliare del palazzo comunale con il convegno ''I cento anni del museo nazionale Tarquiniense. Racconti, storie e protagonisti”. Inserito nell’ambito di “Tarquinia a porte aperte – Un museo nella città'', il convegno è organizzato dal Comune di Tarquinia, dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Roma, Provincia di Viterbo e Etruria meridionale e dall’associazione Amici delle tombe dipinte di Tarquinia.

''La convenzione del 1916 (articolo 1) istitutiva del Museo recita che esso accoglierà oltre alle due storiche collezioni tarquiniesi, la collezione Bruschi e la collezione Comunale, tutte le suppellettili di scavo che in seguito il Ministero crederà destinargli''. Il Museo di Tarquinia dunque si è nel tempo gradatamente arricchito con i materiali provenienti dagli scavi condotti nel territorio della città etrusca e oggi la visita alle tombe dipinte è inscindibile da quella di palazzo Vitelleschi con i preziosi corredi funerari che da esse provengono.

Nelle due giornate in cui è articolato il convegno (8 ottobre ore 10-16,30, 9 ottobre ore 10-12) si vogliono ricordare non solo le vicende che portarono alla creazione del Museo e alla sua inaugurazione, ma anche ripercorrere, attraverso il racconto dei soprintendenti, le circostanze attraverso cui si è giunti all’odierno allestimento delle collezioni. Uno sguardo particolare poi al pregevole palazzo dove ha sede il Museo e ad alcuni tra i più noti contesti in esso ospitati. Il museo ha sede nello splendido palazzo Vitelleschi, costruito tra il 1436 ed il 1439 sotto il pontificato di Eugenio IV, per volontà del più illustre dei cittadini della medioevale Corneto, il Cardinale Giovanni Vitelleschi.

Il palazzo, uno dei più importanti monumenti del primo rinascimento nel Lazio, evidenzia il lento passaggio dal linguaggio gotico a quello rinascimentale, che solo nella prima metà del XV sec. andava diffondendosi nei centri periferici. Alla morte del cardinale, il palazzo fu utilizzato come principesco alloggio dei pontefici nelle loro soste a Corneto. Ceduto alla nobile famiglia Soderini e trasformato poi in albergo, nel 1900 divenne proprietà del Comune di Tarquinia che nel 1916 lo donò allo Stato perché lo destinasse a sede del museo archeologico.

L'inconsueta, precoce sensibilità dimostrata dal Comune di Corneto per il proprio patrimonio archeologico ha portato, fin dalla fine del XIX secolo, alla promozione di indagini archeologiche e alla costituzione di un raccolta comunale che, congiuntamente ad altre collezioni locali (collezione Bruschi), ha condotto alla felice costituzione di un Antiquarium. Tale istituto è stato quindi propedeutico alla nascita nel 1924 del Museo nazionale Etrusco di Tarquinia che, diversamente da quanto occorso in sorte ai centri eredi di altre città etrusche (Cerveteri, Vulci), ha potuto per tali ragioni conservare quanto venuto in luce nelle indagini archeologiche dell'area urbana, delle necropoli e del territorio.






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