ANNO 16 n° 272
Muore due giorni dopo
l’incidente, in aula
i periti di parte
A processo per omicidio colposo G.S
03/02/2017 - 02:02

VITERBO – Muore due giorni dopo un incidente in auto sulla strada Commenda, in aula è scontro tra i consulenti. Tre, in tutto. Quello dell’accusa, della difesa e nel mezzo, quello di parte civile. Tutti e tre chiamati a ricostruire le dinamiche del sinistro che costò la vita all’80enne Mauro Chiodi. Morto dopo 48 ore dall’impatto, a causa delle lesioni riportate. Tra queste, anche la rottura delle ossa del bacino.

Era il 5 novembre del 2010, subito dopo l’ora di pranzo, quando l’uomo, alla guida della sua Fiat Panda, stava per immettersi da una stradina secondaria, sulla principale Commenda, al chilometro 6.25. All’improvviso lo scontro, l’impatto con una Wolkswagen Polo, in transito. Talmente tanto violento da spezzare in due la fragile carrozzeria della Panda e da trascinarla circa 10 metri oltre il punto d’urto. Al suo interno, Chiodi che da quel momento lotterà contro la morte per le successive 48 ore, fino poi ad arrendersi.

Alla sbarra, per quella morte, G.S., rappresentato dall’avvocato Proietti. Dovrà rispondere di omicidio colposo, mentre in aula, alla vigilia della discussione, è scontro tra periti. Se tutti sono concordi nell’affermare come la Panda non viaggiasse ad una velocità maggiore dei 20 chilometri orari, il vero contenzioso è sulla velocità della Wolkswagen: per il consulente dell’accusa l’uomo percorreva la strada ad oltre 80 chilometri orari, superando di oltre 10 chilometri il limite consentito. Per il consulente della difesa, invece, non oltrepassava i 65.

Un nodo importantissimo da sciogliere, per capire se il conducente della Polo abbia infranto il codice della strada o meno. Così come importante sarà dimostrare se l’uomo, rimasto poi vittima dell’incidente, abbia realmente effettuato lo stop previsto e abbia rispettato la precedenza.

Si tenterà di chiarire la situazione alla prossima udienza, prevista per settembre. Arriveranno in aula tre nuovi testi dell’accusa. Anche se pare che l’unico testimone oculare sia morto.






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