

E' morta in sella al suo cavallo, mentre era impegnata in un'escursione nelle campagne del Varesotto, l'ex campionessa dell'ippica Maria Sacco. Ed è lutto nel mondo dello sport per l'improvvisa scomparsa, causata da un malore, forse cardiaco, della 'Regina di San Siro', una delle prime donne in Italia a ottenere la licenza di fantino, nel 1980. Per problemi al cuore era stata operata qualche anno fa.
Alle spalle una carriera di successi, e una vita segnata anche dal rapimento, nel 1978, portato a segno da una banda di calabresi, che l'avevano rilasciata dopo quattro mesi di prigionia. Nel pomeriggio di ieri Maria Sacco, 53 anni, era uscita per un'escursione insieme a tre amici nelle campagne attorno a Golasecca, in provincia di Varese. Era in sella al suo cavallo, custodito nel maneggio 'Il Castello', nelle campagne attorno al paese. Si è allontanata al galoppo e, quando i compagni hanno visto tornare indietro il purosangue senza di lei, hanno allertato i soccorsi.
L'ex regina degli ippodromi era caduta di sella, colpita da un malore che avrebbe poi provocato il decesso. I suoi amici poco dopo hanno trovato il corpo senza vita, ai bordi del sentiero che stava percorrendo.
Alla fine di agosto era morta prematuramente anche Alessandra Sgarella (52 anni) un'altra donna che, come la Sacco, aveva vissuto sulla sua pelle la lunga stagione dei sequestri ed era stata vittima, per nove mesi, di un rapimento nella locride. Originaria di Alessandria, Maria Sacco ha collezionato più di 600 vittorie in circa 6mila competizioni. Una luminosa carriera iniziata negli anni '80. Ha montato cavalli di famose scuderie, da Federico Regoli a Enrico Camici ai cavalli di Mario e Gaetano Benetti e, dopo il ritiro dalle corse, aveva iniziato l'attività di allenatore pubblico con un selezionato parco di purosangue. Era stata fra i promotori del Comitato per la difesa dell'ippodromo di San Siro e, a Milano, era nota anche per le sue battaglie per difendere dall'espansione urbanistica la struttura e le piste da allenamento di Trenno e Maura.
Proprio grazie alle campagne promosse dal Comitato, nel 2004 il complesso dell'ippodromo di San Siro aveva ottenuto il vincolo a Monumento nazionale con decreto del Ministero ai beni culturali. Nel 1978 il dramma del rapimento. Ma appena tornata libera, dopo il pagamento del riscatto, Maria era subito tornata a correre sui suoi amati cavalli, facendo man bassa di vittorie e trofei. Negli anni scorsi era stata operata negli Stati Uniti per alcuni problemi al cuore, che potrebbero essere fra le cause del malore che l'ha colpita ieri.
(Ansa.it)