ANNO 16 n° 272
Multe Ztl, Frontini ad Arena:
''Revochi la procura al legale''
La giunta Michelini ha firmato una delibera per
ricorrere in appello contro la sentenza del giudice di pace
25/07/2018 - 17:32

di Annamaria Lupi

VITERBO - ''Uno degli ultimi regali della giunta Michelini''. Così Chiara Frontini, la capogruppo di Viterbo 2020, bolla la delibera firmata pochi giorni prima di passare il testimone alla nuova amministrazione (il 19 giugno 2018 ndr.) con cui il Comune dà mandato all'avvocato dell'ente di ricorrere contro la sentenza del giudice di pace. Sentenza che accoglie i ricorsi degli automobilisti viterbesi incappati in sanzioni nelle zone Ztl di via Chigi e piazza del Comune.

All'epoca dell'installazione dei varchi furono molti i cittadini su cui piovvero multe tanto da diventare presto oggetto di numerose polemiche. A causa del malfunzionamento del dispositivo – uno sfasamento di uno-due minuti rispetto all'ora reale -, del posizionamento troppo in alto per essere visibile agli automobilisti e anche, come dichiara la Frontini ''per la scarsa comunicazione che ha accompagnato l'introduzione del varco e della Ztl''.

Già nell'immediatezza della vicenda, la leader di Viterbo 2020 aveva promosso un'iniziativa legale con l'aiuto dell'avvocato Rita per tutelare i diritti dei cittadini vessati. E il giudice di pace ha dato ragione alla maggior parte degli automobilisti multati.

Chiara Frontini chiede ora alla nuova giunta ''di revocare la procura al legale del Comune sia perché non vediamo alcuna convenienza economica per l'ente di una battaglia per multe da 93 euro sia per una questione prettamente politica. Se un giudice di pace dà ragione al cittadino, ricorrere in appello contro tale sentenza significa andare a cavillare sulle tasche dei viterbesi. La scelta insensata di Michelini dimostra che l'intento della Ztl era prevalentemente orientato a fare cassa''.

Ribadisce quindi l'appello al sindaco Arena affinché revochi la procura all'avvocato del Comune. ''Non c'è alcuna convenienza per l'ente a ricorrere contro la sentenza del giudice di pace e si eviterebbe di gravare sul cittadino con un appello in secondo grado. Con il rischio che, qualora la sentenza restasse invariata, l'amministrazione dovrebbe corrispondere anche le spese legali''.

''Ovviamente – prosegue – la nostra battaglia non è per tutelare i cittadini che sbagliano ma per quelli che, inconsapevolmente, sono stati tratti in inganno dai varchi''.

Qualcuno avanza l'ipotesi che il ricorso in appello contro la sentenza del giudice di pace possa essere un atto dovuto da parte del Comune. No, secondo la Frontini che rileva: ''In tal caso allora si presenterebbe ricorso contro tutte le sentenze emesse, invece non è così. Perché alcune sì e altre no?''.

''Auspichiamo – conclude Chiara Frontini – una risposta positiva da parte della nuova amministrazione anche in base al cambio di orientamento politico espresso in campagna elettorale''.






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