

TUSCANIA - Per la finale tra Tuscania Volley e Siena, in tantissimi sono partiti dalla Tuscia alla volta di Bologna per sostenere la squadra. Tra i tanti tifosi presenti c'era anche Mauro A., 32 anni, che insieme alla sua ragazza e al fratello hanno deciso di approfittare della trasferta per fermarsi qualche giorno e godere degli splendidi luoghi della provincia emiliana. Come riporta il sito bolognatoday.it però, i tre si sono resi protagonisti di una vicenda singolare.
''Erano le 15.30 circa di lunedì pomeriggio e dopo aver visitato la città io, mio fratello e la mia ragazza abbiamo deciso di prendere un bus per la stazione - ha spiegato Mauro - prima di salire abbiamo chiesto a due ragazze dove potevamo comprare i biglietti e loro, molto cordiali, ci hanno spiegato che si poteva anche fare all’interno del mezzo. Il bus è arrivato pochi secondi dopo e in fretta e furia, dato che c’era molta gente in attesa, siamo saliti. Qui inizia il mio racconto, un episodio che ha dell’assurdo''.
''L'autobus era pienissimo di gente e noi - continua Mauro - per non muoverci tutti e tre assieme facendo spostare gli altri (c’erano diverse persone anziane che occupano la zona centrale) ci siamo spostati con estrema educazione aspettando per prima cosa la fila davanti alla macchinetta, poi il rallentare dell’autobus sobbalzante tra i sampietrini del centro storico. Come ben sapete le fermate sono frequenti per quella tratta e alla seconda sosta sono entrati tre controllori in borghese''
''Per prima cosa hanno subito chiesto il ticket alle due persone che erano con me, e loro con gentilezza hanno risposto che una persona era andata a pagare per tutti (ero io). Una ragazza che ci aveva consigliato di fare il ticket sul bus mi aveva cambiato la carta in monete e proprio nell'istante in cui stavo mettendo le monete, si avvicina uno dei controllori e mette la mano davanti alla fessura della macchinetta, dicendomi che ero li solo perché avevo percepito la presenza dei controllori''.
''Con molta calma ho cercato di spiegare che non ero riuscito a farlo nei minuti precedenti per via della gente e della fila. Anche la ragazza che mi aveva cambiato i soldi ha testimoniato che stavamo facendo il biglietto. I controllori ci hanno trattati da truffatori davanti a tutti, contestando ogni tipo di comportamento. Ci hanno praticamente detto di essere venuti a Bologna per viaggiare gratis. Ma io nella mia vita non avevo preso mai una multa e fra l'altro avevo cercato di organizzare per bene i miei spostamenti (Casalecchio-Bologna centro con il treno) perchè sapevo della ZTL e della difficoltà di parcheggiare. Fra l'altro erano in borghese per cui non potevo sapere che fossero dei controllori!''.