ANNO 16 n° 272
Morte di Sharaf Hassan: il processo entra nel vito
Respinta la richiesta di sospensione, si passa all'esame dei testimoni
08/07/2022 - 11:02

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Nell’estate del 2018 un detenuto di origine egiziana, Sharaf Hassan, ristretto nel carcere di Mammaggialla, fu trovato impiccato in cella di isolamento. Morì a Belcolle dopo una settimana di agonia.

Indagati dalla Procura di Viterbo furono gli agenti di custodia, oggi imputati nel processo davanti alla dr.ssa Elisabetta Massini per abuso dei mezzi di correzione, però, da parte sua la Procura generale della Corte d’Appello a Roma, ha avocato a se il caso per indagare i fatti nella possibilità che essi possa ritenersi un’ipotesi di reato di tortura cui derivò la morte. Le indagini sono in corso.

La difesa della parte civile ha pertanto chiesto sospendersi il processo a Viterbo per evitare un “bis in idem” cioè una doppia decisione giurisdizionale per un unico fatto.

La dr.ssa Massini ha rigettato l’eccezione ed ha ordinato procedersi.

E’ quindi stato aperto il dibattimento con la richiesta ammissione prove.

Primo teste alla prossima udienza il carabiniere che effettuò le indagini e proiezione del video registrato in carcere nel quale si vedrebbero gli abusi subiti dal detenuto davanti alla cella dalla quale, però, qualche ora dopo ne uscì morente in barella.






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