ANNO 16 n° 272
Morte di Davide, parlano gli agenti della stradale
I poliziotti in aula ricostruiscono la dinamica dello schianto tra il tir e il camper
08/03/2022 - 09:57

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Durante le vacanze di Natale del 2018 la famiglia Ciuffreda, madre, padre ed un piccolo facevano ritorno al loro paese in provincia di Reggio Emilia percorrendo la Superstrada. All’altezza di Viterbo sud, il camper sul quale viaggiavano dovette fermarsi per un’avaria. Nonostante gli hazard accesi, il mezzo venne violentemente urtato da un autocarro che neppure risultò aver prima frenato.

Nello schianto restarono feriti il piccolo Davide e sua madre, ma per il ragazzino di 10 anni, sportivo del pallone, non ci fu niente da fare.

Ieri al Tribunale di Viterbo udienza per il processo a carico del conducente del camion, un 67 anne di Bagnoregio imputato di omicidio stradale.

E’ stata l’udienza nella quale sono stati sentiti gli agenti della Polizia stradale di Viterbo.

Davanti al giudice Elisabetta Massini hanno deposto alla presenza del Comandante della Sezione di Viterbo Col. Gianluca Porroni, gli ispettori Bianchi e Ferri. Costoro hanno descritto il teatro dell’incidente da loro rilevato dopo il fatto.

Nonostante la difesa dell’imputato insista sull’ipotesi del guasto tecnico del camion che non avrebbe consentito manovre per evitare l’urto, gli agenti hanno riferito che non vi erano tracce né di frenata né di scarrocciamento.

In particolare, hanno detto che il cronotachigrafo del camion presentava un’anomalia (lo zero della lancetta partiva sotto la tacca di partenza), per cui, dopo il sequestro venne sottoposto a perizia. Infatti, secondo la Polizia stradale, per gli effetti dell’urto, era probabile che la velocità del camion fosse superiore quella consentita di 70 km/h.

Se ne riparlerà il prossimo 10 luglio, data fissata per il proseguo dell’istruttoria dibattimentale.

 






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