ANNO 16 n° 274
Morte Ciro Esposito
Il 9 ottobre interrogatorio
di De Santis a Belcolle
Da parte dei pm incaricati dell'inchiesta
04/10/2014 - 00:00

VITERBO - Daniele De Santis, l'ex ultrà della Roma accusato dell'omicidio del tifoso napoletano Ciro Esposito, ricoverato da mesi nell'ospedale di Belcolle, nel reparto protetto riservato ai denuti, sarà interrogato il 9 ottobre prossimo dai pm incaricati dell'inchiesta: Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio. In quell'occasione, il giovane che ancora rischia l'amputazione di una gamba, potrà fornire la sua versione dei fatti dopo i silenzi che hanno finora scandito la sua posizione. Finora si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. E' quanto è emerso ieri a margine dell'incidente probataorio in corso a roma per far luce sui fatti del 3 maggio scorso, poche ore prima della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli, disputata all'Olimpico di Roma.

Nel corso dell'udienza sono state aggiunte alcuni tasselli al mosaico ancora lungi dall'essere completato deòle concitate fasi delle violenze sfociate nel ferimento e la successiva morte di Esposito.

L'ultimo dato evidenziato dalle perizie disposto dalla magistratura romana dice che la pistola utilizzata da De Santis fu afferrata per la canna da Alfonso Esposito, cugino di Ciro, nel tentativo di strappargliela.

Il perito balistico nominato dal gip Giacomo Ebner per ricostruire la dinamica dei fatti ha ribadito quanto già emerso dopo il deposito della perizia: ossia che l'impugnazione della pistola da parte di Alfonso Esposito avrebbe provocato la caduta di un proiettile, successivamente trovato e repertato dagli investigatori, durante il ricaricamento dell'arma. La circostanza è determinata anche dalla presenza di tracce di sangue sull'arma, una pistola con matricola abrasa impugnata da De Santis durante lo scontro con i tifosi azzurri.

A margine dell'udienza si è appreso che De Santis sarà interrogato il 9 ottobre prossimo dai pm nell'ospedale di Belcolle, a Viterbo, dove è ricoverato nel reparto riservato ai detenuti, ed in quell'occasione potrà fornire la sua versione dei fatti dopo i silenzi che hanno finora scandito la sua posizione.

Secondo la Procura il tentativo di ''bloccaggio'' della pistola sarebbe avvenuto dopo i primi quattro spari, quelli che raggiunsero Ciro Esposito, il cugino Alfonso e Gennaro Fioretti. Quello illustrato oggi al gip Ebner, ai pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio, nonché ai legali di De Santis e delle parti civili, è solo l'ultimo dettaglio emerso nel corso degli accertamenti tecnici e che si aggiunge a quelli che hanno portato a ritenere che nel corso della zuffa con Gastone ci fosse un napoletano armato di coltello.

Particolari che si aggiungono alle ferite d'arma da taglio riscontrate sull'ultrà romanista dai medici di Belcolle e sulla sequenza degli spari avvenuta dopo il ferimento dello stesso De Santis. Nel corso dell'udienza di ieri (la prossima per il completamento della esposizione dei risultati è in programma il 13 ottobre prossimo) si è parlato anche dei guanti indossati, quasi certamente, da De Santis e trovati, bagnati e abbandonati, all'interno del Ciak Village, la struttura dove lavorava. Guanti sui quali sono state trovate tracce di polvere da sparo e per i pm non sembrano esserci dubbi che De Santis se ne sia disfatto rapidamente subito dopo aver sparato.






Facebook Twitter Rss