ANNO 16 n° 274
Morte cavalla Tiffany, nessun colpevole
Assolti l'ex sindaco di Ronciglione Sangiorgi e il presidente proloco Camillo
10/11/2016 - 15:07

VITERBO - Nessun colpevole per la morte della cavalla Tiffany. Per l'ex sindaco di Ronciglione Massimo Sangiorgi e l'ex presidente della pro loco Luciano Camillo è arrivata la piena assoluzione dopo anni di calvario giudiziario. Entrambi sono finiti alla sbarra con l'accusa di maltrattamenti contro gli animali durante le prove delle corse a vuoto del 2011.

Un'edizione passata alla storia per il drammatico incidente che vide Tiffany protagonista: la puledra della scuderia Montecavallo morì dissanguata dopo un impatto contro un divisorio di ferro che le lacerò la giugulare. 

La caduta, secondo la ricostruzione dei periti e dei testimoni sfilati nel corso degli anni in aula, avvenne a causa della leggera pioggia che aveva reso scivoloso il percorso nelle vie storiche della cittadina. Ma non impraticabile. Nessuno, infatti, tra tecnici e ingegneri, ritenne di dover bloccare la manifestazione storica. 

E cosi la corsa, finita in tragedia. Una caduta sul selciato e l'impatto fatale contro una paratia in ferro. Una morte in diretta davanti agli occhi allibiti delle decine di spettatori, ma per cui non ci sono colpevoli. Fu solamente un incidente. Un terribile incidente impossibile da prevedere. Così come ha sottolineato il legale di Sangiorgi e Camilli, durante la discussione: ''Sono stati accusati di maltrattamenti, di aver sottoposto i cavalli ad un lavoro, ad una fatica insopportabile per gli animali. E correre sarebbe uno di questi? Affatto. Il cavallo è nato per correre e può affrontare qualsiasi tipo di fondo. Da quello bagnato a quello duro. Da quello permeabile a quello più morbido. Il suo zoccolo si adatta, i tendini e le cartilagini sanno attutire qualsiasi tipo di colpo. Ma non solo: ogni animale sa autoregolarsi''.

E la caratteristica principale della corsa dei Berberi è quella di far gareggiare cavalli scossi. Nessun fantino a guidarli. Nessun condizionamento esterno. Sono così liberi di gestire il proprio percorso. 

'Possono accelerare o rallentare nel caso in cui non si sentano in sicurezza' ha specificato l'avvocato Paoletti. Ecco perché, la caduta di Tiffany non fu altro che un incidente. 

Pe cui però, nel 2011, scattò immediata la reazione delle associazioni animaliste. Si chiedeva un stop a quella tradizione troppo pericolosa, che si era trasformata in una vera e propria mattanza. E cosi è stato: da quell'anno nessuna corsa senza fantino. 

Solamente dopo mesi di battaglia sono state ripristinate: negli scorsi 26 e 28 agosto i cavalli sono tornati sulla griglia di partenza e hanno percorso le vie di Ronciglione. 

La rinascita di una tradizione accolta dalla soddisfazione di chi per anni ne ha auspicato il ritorno e dalla delusione di chi la sperava conclusa per sempre.






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