ANNO 16 n° 275
“Moriremo di Covid o per la Fame”
Bianchini, voce dei ristoratori italiani, manifesta per le incongruenze delle restrizioni sanitarie che stanno affossando l’economia italiana
10/04/2021 - 07:23

Di Massimiliano Vismara e Sara Zambon

 

VITERBO - Paolo Bianchini, presidente del Movimento Ristoratori, e Albergatori manifesta aprendo il proprio locale e chiede allo Stato le aperture immediate, soprattutto nella zona del Viterbese in quanto i contagi sono da “zona bianca.”

In questi ultimi mesi le regioni si stanno colorando a causa della terza ondata di contagi da Covid-19. Ad ogni colore corrisponde una linea guida da seguire per evitare la diffusione della pandemia e per abbassare la curva dei contagi. A causa di uno degli ultimi decreti di Marzo il Lazio verrà classificato “zona arancione” per tutto il mese di Aprile, anche se l’Rt sta scendendo. In questo modo da una parte si cerca di azzerare completamente i contagi all’interno della regione, ma dall’altra si sta affossando l’economia soprattutto all’interno dei settori che riguardano il turismo e la ristorazione.

“Tra poco o moriremo di Covid o di fame” dichiara Paolo Bianchini, con voce esasperata per le continue restrizioni. La situazione è critica e ha portato i ristoratori, di cui Bianchini è il portavoce da quasi un anno, a mettere in atto una manifestazione pacifica dove si aprono le porte dei propri locali. L’Italia sta vivendo una grande difficoltà, ma alcune restrizioni, in particolar modo la chiusura dei servizi commerciali adibiti alla ristorazione, hanno degli effetti collaterali importanti costringendo gli imprenditori a sacrifici inutili.

“Il tasso di contagiati, allo stato attuale – delucida Bianchini parlando della Provincia di Viterbo - è del 4% e questi dati sono da zona bianca. In questi giorni i Carabinieri appartenenti al nucleo NAS hanno fatto i controlli e hanno rivelato che i mezzi adibiti al trasporto pubblico possono essere vettore di contagio”, infatti, in base ad un recente comunicato dei Carabinieri, recentemente sono stati ritrovati 5 autobus non a norma all’interno della zona della Tuscia. “Noi questo le sostenevamo già da mesi e solo ora la politica si sta mobilitando, perché non hanno effettuato i tamponi prima? La politica si assuma le sue responsabilità e apra quelle zone dove non sono presenti rischi di contagio e che non hanno le terapie intensive intasate.”

Bianchini, nel descrivere la situazione italiana, non rimane circoscritto nel settore della ristorazione, ma estende il suo discorso fino al lato medico-ospedaliero, sollevando delle domande importanti: “il numero delle terapie intensive presenti nella provincia di Viterbo è un dato che fa discutere – dichiara - se sono pochi, perché non hanno aumentato i posti letto nei reparti di terapia intensiva in modo tale da garantire le cure?”

“La protesta ha raggiunto il suo scopo ovvero mettere in luce tutti i disagi che stiamo vivendo in questo momento – continua - i partiti politici di ogni fazione parlano di temi di cui noi da mesi stiamo ponendo sotto l’attenzione della politica stessa. La questione dei posti fissi, affitti e sfratti sono argomentazioni prioritarie è vero, ma anche noi dobbiamo essere aiutati. La mia azienda, come altre nel resto di Italia, ha perso il 60% del fatturato e gli aiuti sono necessari per continuare ad andare avanti.

Quindi noi ora chiediamo l’apertura immediata - conclude il Presidente del Movimento - perché ci sono zone, come la provincia di Viterbo, che sono assolutamente in condizioni di poter aprire in sicurezza. Il nostro comparto sta morendo e tutto questo non è giusto, noi possiamo riaprire seguendo le direttive sanitarie per evitare la diffusione del contagio e lo Stato deve garantire i controlli. Chi sbaglia paga, ma chi lavora in sicurezza e rispettando le regole deve avere la possibilità di poterlo fare tranquillamente.”






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