ANNO 16 n° 270
Montefiascone, il video di Fausto commuove i social: “Vivo in auto da due anni, ora vogliono cacciarmi”
La testimonianza dell’uomo rilanciata online da Domenico Costantini. Fausto chiede solo un lavoro e un riparo dignitoso. La sindaca De Santis replica: “Strumentalizzazione ignobile di un caso di fragilità”
22/09/2025 - 09:52

MONTEFIASCONE – Da alcuni giorni circola sui social un video che racconta la difficile situazione di Fausto, un uomo che da due anni vive nella propria auto, parcheggiata nei pressi del belvedere.

A diffondere il video è stato Domenico Costantini, che ha raccolto la testimonianza diretta di Fausto e ha denunciato pubblicamente il rischio imminente di uno sgombero. Secondo quanto raccontato, infatti, i vigili urbani avrebbero comunicato a Fausto l’obbligo di lasciare la zona entro una settimana, a causa della mancanza di assicurazione sull’auto.

La situazione descritta è drammatica: pannelli di plastica nera a coprire i finestrini, pochi effetti personali, un sacco a pelo, vestiti stesi all'aperto, qualche avanzo di cibo e delle salviettine umidificate per provare a mantenere un minimo di igiene. Fausto si arrangia come può.

Unico punto d’appoggio per l’igiene personale è un bagno chimico presente in zona.

Oltre alla precarietà abitativa, Fausto denuncia anche la totale assenza di aiuti concreti da parte delle istituzioni, facendo riferimento ad un solo buono di 20 euro.

In cerca di lavoro, Fausto racconta di cavarsela solo con piccoli lavoretti saltuari. Per quanto riguarda la soluzione abitativa ha richiesto il container dove viveva una coppia di extracomunitari ma che al momento pare essere inagibile, manca l'impianto elettrico. 

Il video ha fatto rapidamente il giro dei social, suscitando numerosi commenti e reazioni. In molti hanno espresso solidarietà, alcuni proponendosi per contribuire economicamente al pagamento dell’assicurazione dell’auto, in attesa di soluzioni più stabili.

La risposta dell’amministrazione comunale, attraverso un post della sindaca Giulia De Santis, non si è fatta attendere. La prima cittadina ha definito “ignobile” la diffusione del video, accusando di strumentalizzazione chi ha sollevato pubblicamente il caso: 'L’amministrazione e i servizi sociali lavorano ogni giorno con serietà per affrontare queste problematiche, con atti e documenti alla mano. Il resto è solo schifo”.




Facebook Twitter Rss