ANNO 16 n° 288
Montalto di Castro, Villa Ilvana chiusa dal 2023: «Perché i lavori arrivano solo ora, a ridosso delle elezioni?»
Nel mirino dell’opposizione le risorse per gli interventi sulla struttura, provenienti da fondi del 2004 e da una convenzione del 2020, e l’affidamento dei servizi sociosanitari. Chiesti chiarimenti sui ritardi, sui costi complessivi e sui tempi di riapertura
Francesco
15/10/2026 - 00:22
di Francesco Maria Ricci

MONTALTO DI CASTRO - Villa Ilvana, a Montalto di Castro, torna al centro del dibattito politico. La struttura è chiusa dal 2 agosto 2023 e, secondo quanto denunciato dai firmatari di una nota rivolta alla cittadinanza, non sarebbe stata ancora comunicata una data certa per la riapertura. Una situazione che riaccende le polemiche sul futuro del servizio, considerato importante per gli anziani e le loro famiglie.

Al centro della contestazione ci sono le risorse destinate agli interventi sull’edificio. Secondo quanto riportato nella nota, si tratterebbe di 129mila euro provenienti da un residuo del 2004 e di 387.475 euro legati a una convenzione del 2020. Da qui la richiesta di chiarimenti sui tempi con cui sono state rese disponibili e utilizzate le somme e sulle ragioni per cui i lavori sarebbero arrivati soltanto dopo anni.

«Perché si è aspettato così tanto? Perché queste risorse non sono state utilizzate prima? Chi risponde di questi ritardi?», chiedono i firmatari, sollecitando l’Amministrazione comunale a ricostruire il percorso che ha portato agli interventi attualmente previsti.

Un altro punto riguarda l’affidamento dei servizi sociosanitari. Nella nota viene contestata la decisione dell’Amministrazione guidata da Socciarelli di procedere con l’affidamento nonostante la struttura non fosse ancora pronta. I firmatari chiedono, in particolare, perché non sia stata inclusa nell’affidamento anche la sistemazione dei locali assegnati al gestore e per quale motivo siano stati affidati servizi che, secondo la loro ricostruzione, non possono ancora essere avviati.

La vicenda assume anche una dimensione politica in vista delle elezioni amministrative del 2027. I firmatari si interrogano sulla coincidenza tra l’avvio degli interventi e l’avvicinarsi della scadenza elettorale, pur precisando di non voler attribuire intenzioni in assenza di prove. «È una coincidenza? Oppure ci sono ragioni che l’Amministrazione deve spiegare?», domandano, chiedendo trasparenza sulle decisioni adottate.

Le richieste rivolte al Comune riguardano soprattutto tre aspetti: il costo complessivo degli interventi, le responsabilità del gestore e l’indicazione di una data concreta per la riapertura di Villa Ilvana. L’obiettivo, sottolineano i firmatari, è ottenere risposte precise sul futuro della struttura e sul ripristino di un servizio destinato alla comunità.

«Villa Ilvana appartiene alla comunità, non a chi amministra temporaneamente il Comune», si legge nella nota, che si conclude con un appello a non subordinare le esigenze degli anziani ai tempi della politica: «I nostri anziani non possono aspettare le scadenze elettorali».

La questione resta dunque aperta, con la richiesta di chiarimenti sui finanziamenti, sulle procedure seguite e soprattutto sui tempi necessari a restituire la struttura alla cittadinanza.






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