

di Massimiliano Morelli
Non è reato paragonare la bellezza di Civita di Bagnoregio a quella di Mont Saint Michel, nel golfo di Saint Malo, nord della Francia.
Un luogo capace di trasformarsi da isolotto a collina (e viceversa) dando vita a uno tra i più spettacolari paesaggi transalpini. Considerato patrimonio storico dell’umanità, Mont Saint Michel rischiava di veder perdere il suo “biglietto da visita” perché era sorto il rischio di veder spuntare dall’oggi al domani un’installazione eolica ad Argouges, nella Bassa Normandia, a pochi chilometri dall’abbazia benedettina più visitata in Europa.
E qui va aggiunto che il progetto aveva ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie. Ai totali in quella zona avrebbero installato tre impianti. Ma hanno detto “no” le Nazioni Unite, per evitare si rovinasse la visibilità il paesaggio. Così Mont Saint Michel è rimasta intonsa, con la griffe dell’Unesco a farle da cornice, e le autorità francesi hanno deciso di definire una cinta di distanziamento degli impianti eolici che va da 20 a 40 chilometri intorno alla baia.
Per la cronaca, entro la fine del mese di luglio sarà deciso il nuovo sito di installazione dei tre impianti. E dal promontorio di Saint-Michel non si scorga alcuna pala eolica che possa “infastidire” il paesaggio.
Civita di Bagnoregio vive una situazione analoga. La sensazione è che anche da noi la “grande bellezza” possa restare tale.