

Fra i beni comuni da tutelare c’è anche la legalità, che è assicurata dal rispetto delle norme. Quando un governo locale si accorge che ci sono stai degli errori o che non si è rispettato l’iter procedurale, deve agire per riportare il tutto nell’ambito del legale”. Ha commentato in questo modo il sindaco di Corchiano, Bengasi Battisti, la decisione dell’amministrazione comunale di revocare le autorizzazioni di escavazione alla Mondial Tufo, che forti polemiche aveva scatenato nei giorni scorsi soprattutto fra i sindacati, a causa della procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda.
Il primo cittadino di Corchiano, però, non ci sta a passare dalla parte del cattivo e spiega punto per punto le ragioni che hanno portato il Comune alla decisione: “Non potevamo agire altrimenti – ha aggiunto – abbiamo dovuto attuare la procedura di autotutela come richiesto dalla Regione Lazio e ne abbiamo fatto comunicazione alla Mondial Tufo un mese prima, come prevede la legge. La conseguenza inevitabile di questo è stato il blocco dei lavori”.
Lo scorso 30 settembre, infatti, agenti della polizia mineraria della Regione si sono recati negli uffici comunali per un’ispezione ed hanno acquisito la documentazione sulle autorizzazioni della cava in località Poggio Mentuccia, da cui è emerso un “errore” reiterato per quanto riguardava l’estrazione del tufo, non previsto dall’originaria convenzione firmata nel 1995 fra il Comune e la società Pozzolana Acquarossa, che prevedeva lo scavo solamente per la pozzolana. Autorizzazione su cui si è basata l’attività estrattiva di Inerservices prima e Mondial Tufo poi.
“L’8 luglio 2003 è stata rilasciata l’autorizzazione alla prosecuzione dei lavori di coltivazione all’Ineservice s.r.l. – ha spiegato Battisti – ed il 23 luglio successivo la società ha comunicato il subentro della Mondial Tufo, richiamando nuovamente la convenzione stipulata in data 9 maggio 1995, che prevedeva solamente l’estrazione della pozzolana. Il 22 aprile 2006 per la prima volta in tutta l’intera vicende è comparsa la dizione ‘tufo’, accanto a ‘pozzolana’, sulla presunta autorizzazione, priva di protocollo e presumibilmente rilasciata alla Mondial Tufo s.r.l., contente una proroga per ulteriori 5 anni, e su cui si trovava la presunta firma dell’arch. Carla Pasqualini . Questa firma, infatti, è stata smentita dallo stesso architetto, che ha dichiarato essere ‘simile alla mia, ma da me non riconoscibile per la sua eccessiva articolazione’, anche perché in quella giornata, Pasqualini non sarebbe stata neanche a Corchiano e perciò impossibilitata a firmare”.
Successivamente da Parte di Mondial Tufo è arrivata la richiesta di ampliamento degli scavi sempre per la pozzolana ed il tufo. Il nuovo architetto, quindi, avviò le procedure credendo che il tutto fosse in regola, chiedendo il parere della Commissione Cave e alla Valutazione d’impatto ambientale. Nel frattempo, però si è verificata la mancanza dell’autorizzazione originaria per l’estrazione del tufo e quindi sono iniziate le procedure di autotutela da parte del Comune, che hanno portato poi alla decisione della revoca.
“Il responsabile del servizio lo scorso 24 marzo ha inviato la comunicazione alla Mondail Tufo – ha aggiunto il sindaco – ed il 4 maggio è arrivato l’annullamento, perché mancavano i presupposti per continuare i lavori: ossia l’autorizzazione originaria ed il disconoscimento di un documento “.
Per quanto riguarda la situazione lavoratori Battisti ha tenuto a chiarire la posizione del Comune: “Noi siamo disposti ad un incontro con tutte le parti sociali coinvolte per poter trovare una soluzione – ha detto il primo cittadino – ma questa deve essere affrontata separatamente dalla revoca delle autorizzazioni, perché da parte nostra non c’è la possibilità e volontà di ritornare sui nostri passi, dal momento che abbiamo agito nel rispetto delle legge. Da questo punto di vista per noi la questione è chiusa”.
“Chiediamo, quindi, l’istituzione di un tavolo di confronto per poter aiutare concretamente i lavoratori coinvolti nella vicenda”.