ANNO 16 n° 42
Molestie sul pullman per Roma: condannato a 16 mesi un camionista di 47 anni
La vittima, una diciassettenne, era stata palpeggiata durante il viaggio. Il tribunale di Viterbo ha disposto la sospensione della pena; l'imputato si difende: 'Accuse mosse da razzismo'
11/02/2026 - 10:50

VITERBO – Si è chiuso con una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione processo a carico di un camionista afghano di 47 anni, accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di una minore. I fatti risalgono al 5 settembre 2024, quando una studentessa di 17 anni, in viaggio su un pullman di linea diretto nella Capitale, ha denunciato di essere stata vittima di pesanti palpeggiamenti.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, cristallizzata già nell'ottobre 2024 durante l’incidente probatorio, l’uomo avrebbe approfittato del viaggio per molestare la giovane seduta accanto a lui. La vittima ha riferito che il 47enne avrebbe agito con estrema scaltrezza, nascondendo la mano sotto una borsa per palpeggiarla nelle parti intime senza attirare l’attenzione degli altri passeggeri.

Sconvolta e spaventata, la ragazza era riuscita a divincolarsi e a cambiare posto, contattando immediatamente un amico per chiedere aiuto. È stato quest'ultimo ad allertare le forze dell'ordine, permettendo alla Polizia di intercettare il mezzo presso un’area di servizio vicina a Civitella d’Agliano, in provincia di Viterbo.

In aula, davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, l’imputato ha respinto fermamente ogni accusa, fornendo un’altra versione dei fatti. 'Non ho fatto nulla, quella ragazza è stata razzista nei miei confronti', ha dichiarato il 47enne, spiegando di trovarsi su quel bus proveniente dalla Grecia solo perché i suoi problemi cardiaci gli impedivano di volare.

'Il pullman era affollato. Io ho passato tutto il tempo a dormire. Quando è arrivata la polizia pensavo mi accusassero del furto di un cellulare, ho saputo della denuncia per violenza solo dopo', ha sostenuto l'uomo.

Nonostante la difesa abbia puntato sulla condotta irreprensibile dell’uomo — che vive e lavora regolarmente in Italia da vent’anni ed è incensurato — e abbia chiesto l’assoluzione, i giudici hanno ritenuto attendibile la testimonianza della minore.

La Procura, rappresentata dal pubblico ministero Paola Conti, aveva sollecitato una condanna più severa a 3 anni di reclusione. Il tribunale ha invece optato per una pena di 16 mesi, concedendo il beneficio della sospensione condizionale.






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