

'L'iniziativa del ministro Calderoli è inaccettabile, un affronto alla Capitale dove i ministeri hanno sede da sempre''.
Così la presidente della Regione Lazio Renata Polverini circa la 'proposta di legge sulla territorializzazione dei ministeri e delle altre amministrazioni centrali' depositata oggi all’ufficio centrale elettorale della Cassazione dal ministro per la Semplificazione. La raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare partirà, come ha annunciato Calderoli, da Pontida il 19 giugno. Servono almeno 50 mila firme.
''Questa ostinazione – ha aggiunto la Polverini - alimenta solo divisioni nel Paese e distrae l'attenzione da questioni più urgenti e serie per i cittadini che devono essere affrontate. Come se non bastasse - aggiunge - questa proposta di legge va contro quel progetto di federalismo che ci vede tutti impegnati, una riforma per cui proprio la Lega si e' battuta in tutti questi anni e che oggi, a quanto pare, vuole ridurre al mero trasferimento di uffici ministeriali da Roma al Nord. I parlamentari del Lazio - conclude Polverini - facciano sentire la propria voce e si uniscano contro questa scellerata idea di spostare i ministeri''
DONADI, BASTA BUFFONATE,SI AFFRONTI CRISI ECONOMICA - 'Basta con le buffonate. I cittadini del Nord, come quelli del Centro e del Sud, vogliono che il governo affronti i problemi reali dell'Italia, che si occupi in particolare della crisi economica e del lavoro, non certo dello spostamento di ministeri'. Lo afferma il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. 'Se davvero Calderoli ed il governo intendono fare qualcosa di utile - aggiunge Donadi -, cerchino di migliorare la produttività dei ministeri, che è questione più importante della loro collocazione geografica. La campagna elettorale è finita, la smettano con le proposte insulse e pensino ai veri problemi degli italiani'.
ASSE PREMIER-BOSSI RESISTE - L'asse fra il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi sembra reggere, ma in molti si chiedono fino a quando visto che dal vertice di Arcore di ieri non è giunta quella svolta sul fronte fiscale o della squadra di governo che in tanti, sia nel Carroccio che nel Pdl, si attendevano. Unica certezza, al momento, è che la linea rigorista caldeggiata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti viene confermata, e arriva l'impressione che l'unico uscito vincitore dal pranzo di villa San Martino sia stato proprio lui. Neanche la promessa di trasferire degli uffici ministeriali al Nord sembra aver soddisfatto il Carroccio. Tant'é che, secondo qualcuno, il Senatur avrebbe ventilato l'ipotesi di elezioni anticipate nel2012 perché 'senza la svolta non si va da nessuna parte'.
'E' stato confermato l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014'. Angelino Alfano, segretario designato del Pdl, dà una risposta laconica ai giornalisti che - dopo il vertice Berlusconi-Bossi ad Arcore - chiedono se sia passata la richiesta della Lega di abbattere le tasse. Per ora sembra piuttosto che Giulio Tremonti - al quale solo pochi giorni fa il premier assicurava che avrebbe 'fatto aprire i cordoni della borsa' - sia riuscito ad imporre la sua realistica linea del rigore, accantonando la richiesta leghista di dare, almeno al momento, un segnale alla base sfiduciata e arrabbiata con provvedimenti per le piccole e medie imprese o addirittura con un abbattimento di un punto percentuale di tutte e 5 le aliquote in vigore. Confermato invece 'il pareggio di bilancio nel 2014' ed il fatto che 'questo dovrà avvenire secondo i tempi previsti e secondo i vincoli che l'Unione Europea ci assegna'.
Dal cilindro di Arcore - dove si è riunito lo stato maggiore leghista e quello del Pdl, con la 'new entry' Alfano - non è uscito il coniglio fatto per metà di tagli, quelli imposti da Bruxelles da qui al 2014, e per metà di un abbattimento delle altissime imposte italiane, per Berlusconi e Bossi 'causa princeps' del rovescio elettorale. E' emersa invece, assicura sempre Alfano, 'la rafforzata volontà di andare avanti e concludere questa legislatura'.'Il rapporto fra la Lega e Pdl, tra Berlusconi e Bossi è solido - garantisce - e la maggioranza è in grado di dare stabilità e portare aventi le riforme. E' stato un incontro tra due leader, Bossi e Berlusconi, e una squadra collaudata che ha governato bene il Paese e che intende completare il programma arrivando alla conclusione della legislatura nel 2013'. Ad Arcore, stando a quanto riferisce Alfano, 'non si è assolutamente parlato dell'ipotesi di nominare due vicepremier', né di chi andrà ad occupare la casella di Guardasigilli nel governo. Nonostante l'inquietudine della Lega - preoccupata della ribellione della base con la quale Bossi vuole assolutamente ricucire prima dell'appuntamento di Pontida - dal vertice pare sia uscito comunque rafforzato l'asse Berlusconi-Bossi. 'Abbiamo ricordato - spiega ancora Alfano - come questa sia la coalizione in grado di assicurare all'Italia governi che durano cinque anni, e che a differenza della sinistra è in grado di assicurare una stagione di riforme. Abbiamo governato tanti anni. E' la storia che testimonia che la nostra è una alleanza collaudata e robusta'.
IPOTESI UFFICI MINISTERIALI'OPERATIVI' AL NORD - Al Nord dovrebbero essere dislocati degli uffici di rappresentanza di alcuni ministeri, pur se 'altamente operativi'. Sarebbe questo, secondo fonti parlamentari di maggioranza, l'orientamento emerso nel corso del vertice di Arcore al quale hanno preso parte il premier Silvio Berlusconi e i vertici della Lega.
Fonte: Ansa