

RONCIGLIONE – Aggredisce sotto casa l’ex marito della compagna a suon di cazzotti e spintoni, ma in aula, circondato dagli agenti della polizia penitenziaria che lo hanno scortato dal carcere di Civitavecchia dove è rinchiuso per altra causa, è pronto a giurare la sua innocenza. Pronto a mischiare completamente le carte in tavola.
''Io aggressore? Io carnefice? Io mi sono solo difeso, signor giudice. Ho dovuto farlo, perché mi stava massacrando di botte. Avevo lividi su tutto il corpo, sono stato preso a bastonate anche una volta caduto a terra. È lì che ho afferrato un sasso e l’ho scagliato contro la testa di F.I.''.
A parlare in aula è G.M., finito agli arresti domiciliari con le accuse di minacce e lesioni contro la compagna e l’ex marito della donna, ''colpevoli'' di essersi riavvicinati, dando una seconda chance al loro rapporto. Secondo la Procura l’uomo li avrebbe attesi sotto casa e colpiti più volte violentemente, ma ieri, microfono alla mano, ha dato tutt’altra versione della storia. Da carnefice a vittima. Da imputato ad accusatore.
''Dopo alcuni mesi di convivenza tra me e la signora P.M. ho notato messaggi e chiamate sempre più frequenti con l’ex marito. Evidentemente la vita che potevo offrirle non le bastava e si è rifugiata nel passato. Se ne è andata di casa. Giorni dopo ha voluto incontrarmi in aperta campagna, dove sono stato investito e minacciato dal suo ex''.
Un episodio, questo, per cui l’indomani avrebbe sporto denuncia ai Carabinieri.
''Di ritorno dalla caserma, ho trovato fuori casa F.I. in compagnia di due amici. Mi ha aggredito a suon di bastonate e fatto finire in ospedale. È questa la verità. Io sono innocente''.
Prossima udienza fissata ad aprile.