

ORTE - Minacciavano di morte un 15enne chiedendogli denaro in cambio del telefono rubatogli.
È la brutta storia accaduta a un ragazzo di Orte, vittima dei soprusi e delle vessazioni da parte di una vera e propria ''baby gang'', formata da giovani stranieri. Individuati dai carabinieri, sono scattate le manette per un 25enne marocchino di Vignanello e un 18enne romeno di Gallese mentre è stato solo denunciato il terzo componenente della banda, ancora minorenne.
Tutto è iniziato con la segnalazione del padre del ragazzo alla stazione dei carabinieri di Orte, dopo lo sfogo del figlio che non ne poteva più di subire il vile ricatto da parte dei tre giovani. Uno smartphone rubatogli con l'inganno - questo secondo la ricostruzione degli uomi dell'Arma - e poi via via le richieste di denaro sempre più pressanti da parte del gruppo di bulli.
''Dacci 50 euro'' e poi le minacce di ritorsione in caso avesse raccontato il fatto a qualcuno, fino ad arrivare a una vera e propria minaccia di morte. Troppo da subire per chiunque, specialmente se si è solo un adolescente. Da lì la richiesta d'aiuto al genitore che non ci ha pensato due volte ad andare a denunciare. I carabinieri, sentita la storia ed effettuate le indagini del caso, hanno così pensato di cogliere i tre delinquenti sul fatto facendoli cadere in trappola.
Un appuntamento tra il 15enne e i suoi aguzzini per la restituzione del telefono in cambio del denaro. Solo che al momento dello scambio è scattato l'intervento dei carabinieri che hanno bloccato i tre con i 50 euro sulle mani e con 7 grammi di hashish nelle tasche. Un'operazione lampo che ha messo fine all'incubo per il giovane ortano.
Per i due maggiorenni è scattato l'arresto mentre per il più giovane c'è stata la denuncia alla Procura dei Minori di Roma, competente per il territorio.
Resta ancora da stabilire se tutta la vicenda è stata solo un caso isolato o se sia trattato, invece, di un comportamento delinquenziale abitudinario.