

VITERBO – Quattordici biglietti anonimi ricchi di minacce, insulti e promesse di morte. A riceverli una giovane donna che, dopo mesi di esitazione e tentennamenti, ha deciso di denunciare il suo ex per stalking.
Venerdì mattina, il via al processo all’uomo, che alla sbarra, dovrà difendersi dall’accusa di atti persecutori. O lui o il suo gemello. O addirittura una terza persona. Perché se è accertato che la mano dietro ai biglietti sia la stessa, nessuna certezza o prova che a scriverli sia stato proprio l’ex della donna.
''Sarà il processo a far emergere la verità'' spiega il legale difensore dell’uomo, che avrebbe voluto essere ammesso il rito abbreviato. Secco il no del giudice Mautone: per fare chiarezza sui fatti sarà necessario ascoltare più testimoni possibili e analizzare le prove a disposizione.
Intanto la donna, costituitasi parte civile, è pronta ad ottenere giustizia.
''Forse i vari episodi, presi singolarmente, non hanno chissà quale valore – sottolinea il suo avvocato – ma se si prendono nella loro totalità, rivelano un quadro disarmante. Ogni giorno, la mia assistita ha dovuto fare i conti con l’ossessione del suo ex. con il suo amore malato, che lo ha pinto a pedinarla, seguirla e minacciarla più volte. Sia in faccia, sia in maniera anonima''.
Come ad esempio, con i numerosi biglietti ritrovati dalla donna nei luoghi e posti più disparati. O almeno questo è quanto sostengono accusa e parte civile.
Si tornerà in aula il prossimo 23 marzo.