

VITERBO - Minacce di morte, insulti e botte alla madre di suo figlio, condannato a un anno e quattro mesi di reclusione.
Gli episodi, continuati nel tempo all'interno delle mura domestiche, in più di un'occasione avrebbero costretto la donna a fuggire di casa per andare a dormire assieme ai bambini dalla sorella. ''Appena lo vedeva uscire, sapeva dove sarebbe andato e in che condizioni sarebbe tornato da lei: più di una volta, completamente ubriaco la avrebbe aggredita fisicamente e verbalmente, non risparmiando insulti e minacce di morte rivolte anche contro i suoi famigliari'', ha ricostruito ieri mattina in aula il pm di fornte al giudice Gaetano Mautone.
Per mesi, tra il 2014 e il 2016, la donna sarebbe stata vittima dei comportamenti dell'omai ex convivente, una situazione, come hanno spiegato in aula nei corso del processo i famigliari e i colleghi della donna, ''che stava diventando sempre più insostenibile''.
Due gli episodi più gravi: uno sarebbe avvenuto nel settembre del 2016, l'altro nella notte di Capodanno, qualche mese prima.
Ieri mattina a distanza di quattro anni, è arrivata la condanna: un anno e quattro mesi di reclusione per l'accusa di maltrattamenti in famiglia e l'assoluzione dall'accusa di stalking. Per lui, il pm, aveva chiesto una condanna leggermente più pesante.