

VITERBO – ''In questa vicenda siamo anche noi parte lesa. I nostri legali stanno già valutando la nostra costituzione a parte civile''. Così i gestori del Milk, discoteca del capoluogo della Tuscia, replicano a Viterbonews24 dopo essere stati colpiti dalla sospensione di licenza per dieci giorni voluta dalla questura di Viterbo.
Il provvedimento, che ha validità dal primo maggio, arriva dopo i numerosi episodi di violenza avvenuti all’interno e all’esterno del locale notturno, il più grave dei quali è terminato con il ricovero in ospedale di un ragazzo colpito duramente al volto da un pugno che gli ha causato il serio rischio di perdere un occhio.
''Seppure riteniamo che l'applicazione dell'art. 100 del Tulps non sia congruo a ciò che è accaduto e che definire il Milk come un pericolo per la collettività ci sembri davvero esagerato, tuttavia accettiamo comunque il provvedimento in quanto intendiamo collaborare con la Questura e non intraprendere con essa un braccio di ferro – spiegano i gestori del Milk a Viterbonews24 -. Siamo infatti fermamente convinti che si debba cooperare con le forze dell'ordine affinché diminuiscano gli episodi di violenza che da qualche anno si verificano più assiduamente non solo presso il locale che gestiamo ma in tutta la città, come confermano altri fatti di cronaca tristemente noti e ben più gravi di quello accaduto un mese fa presso il Milk''.
''Bene ha detto il Questore Suraci affermando che noi non abbiamo alcun tipo di responsabilità sulla questione – continuano i gestori del Milk -: infatti l'art. 100 del Tulps è una norma che prescinde da colpe dei gestori ma che si applica semplicemente perché un determinato fatto è avvenuto. Non è una punizione né una sanzione ma un provvedimento amministrativo atto a prevenire determinate potenziali situazioni''.
''Proprio per questo motivo, prescindendo da nostre responsabilità – proseguono -, è intenzione della società che amministra il Milk compiere e intraprendere tutte le strade, anche legali, affinché i colpevoli paghino per i loro comportamenti esagitati poiché, in questa vicenda, siamo anche noi parte lesa. A tal proposito i nostri legali stanno già valutando un’eventuale costituzione di parte civile nell'instaurando procedimento penale; per questo abbiamo scelto di collaborare il più possibile con la Questura affinché i colpevoli vengano individuati con certezza''.
I gestori del Milk quindi pur accettando il provvedimento del questore di Viterbo, Lorenzo Suraci, che tra l’altro li ha esclusi da ogni responsabilità per le violente risse, sottolineano a Viterbonews24 come lo stesso locale sia anch’esso una vittima. Parte lesa non solo per gli episodi di cronaca, ma anche per le conseguenze mediatiche del caso. ''Nella stessa maniera lo studio legale di cui ci avvaliamo - concludono infatti i gestori del Milk - sta verificando anche alcune elucubrazioni esternate nell'ultimo mese e mezzo da parte di terzi e dichiarate per mezzo web, relative a informazioni perlomeno errate se non mistificate e romanzate dei fatti''.