

MILANO - Un'ora di tensione, venerdì pomeriggio, in via Jacopo Palma a Milano, zona Gambara: un uomo ha puntato una pistola contro i carabinieri, che hanno reagito sparandogli alle gambe. Intorno alle 17.40 una pattuglia del Radiomobile dei carabinieri, sul posto per un controllo in un albergo, ha notato un individuo che alla vista delle divise allungava il passo e ha deciso di controllare. L'uomo, Giovanni Marcarini, 45enne originario di Novara, pluripregiudicato e tossicodipendente, aveva buone ragioni per cercare di scappare: condannato nel 2011 per rapina aggravata e detenzione di armi, aveva chiesto l'affidamento in prova in una struttura di Biella, ma da tre mesi si era reso irreperibile. Era quindi un ricercato: per lui, essere controllato dai militari significava tornare immediatamente in carcere.
LA SPARATORIA - Alla richiesta del capo pattuglia, che era sceso dalla Gazzella, di mostrare i documenti, il 45enne ha invece estratto l'arma, una pistola semiautomatica Bruni calibro 7.65 con matricola abrasa. A quel punto l'altro carabiniere, che era rimasto nell'auto, ha fatto fuoco e lo ha colpito a una coscia. Nonostante la ferita, l’uomo è riuscito comunque a raggiungere la macchina dei militari e a infilarsi dentro dalla portiera posteriore, che una volta chiusa non è più possibile riaprire dall'interno. Il 45enne è così rimasto in trappola, agitando continuamente la pistola, sferrando calci all’interno dell’abitacolo e sfondando pure un vetro. Avrebbe anche minacciato di suicidarsi. Come è risultato dalla successiva perquisizione, aveva con sé diverse munizioni.
STRADA BLOCCATA - I carabinieri hanno chiamato i rinforzi, sul posto sono giunte diverse autoradio e la zona è stata completamente blindata anche con l'ausilio della polizia. Dal Comando provinciale di Milano è stato fatto arrivare il negoziatore dell'Arma, che è riuscito dopo oltre mezz'ora a convincere l'uomo ad arrendersi e a farsi trasportare all'ospedale San Carlo, dove è stato operato: guarirà in 20 giorni. Via Jacopo Palma è stata chiusa per un'ora circa, dall'altezza di via Poggibonsi a piazzale Siena.
LA MENSA DEI FRATI - A poca distanza dal luogo della sparatoria, in via Pisanello, c'è la mensa per i poveri gestita dai frati francescani del centro «Rosetum», che è affiancata da un servizio guardaroba e dal servizio medico: è possibile che il tossicodipendente stesse uscendo dal centro quando è stato fermato per il controllo.
(Corriere.it)