

Il contesto è individuato, la pista è unica. Restano i nomi, non più di una decina, da scremare. Inchiodare i numeri di telefono e i codici Imei alla cella Telecom che gravita su via Muratori, tra le 19.55 e le 20 di lunedì. Farsi confortare dall’immagine buona, dal particolare anatomico o dall’indumento, distillandoli dalle migliaia di ore di filmati e dai milioni di fotogrammi prelevati dalle telecamere disseminate tra Porta Romana e piazzale Lodi. Questione di ore, più probabilmente di giorni per dare nome, cognome e foto segnaletica dei killer di via Muratori. Ma l’ottimismo nei corridoi della Squadra mobile, dove continuano a sfilare testimoni e conoscenti di Massimiliano Spelta e Carolina Suleini Payano Ortiz negli uffici della Omicidi, è preludio di svolta.
Esecuzione per cocaina. Molta di più di quei 47 grammi di cocaina, pura al 60 per cento (grado elevato, nelle piazzole dello spaccio la trovi tagliata per tre, indice di una fornitura diretta da corriere), trovata dagli investigatori di Alessandro Giuliano nella camera da letto di Spelta in via Mecenate 84. L’ammissione del questore Alessandro Marangoni è una quasi verità: «L’ipotesi della droga è la più apprezzabile, quella predominante». È piuttosto l’unica, come spiega a taccuini aperti il prefetto Gian Valerio Lombardi, quando dice che il doppio delitto «è maturato in un contesto che riguarda il traffico degli stupefacenti, ed è escluso il collegamento con la ‘ndrangheta o la criminalità organizzata autoctona».
Il giro è quello rampante dei dominicani, il movente quello della vendetta per uno sgarro da parte di aspiranti Tony Montana vogliosi del salto di qualità da fare col botto. Contatti - ragionano alla Omicidi - procurati da Carolina e coltivati da Massimiliano, che dal 2009 allo scorso aveva preso a fare avanti e indietro con Santo Domingo, con e senza la moglie, e probabilmente ha pagato una furbata. In quei contatti, in quei nomi sulla rubrica del blackberry, ci sono i due figuri in bermuda che hanno chiuso i conti a revolverate e si sono dileguati in scooterone
L’analisi dei conti e dei flussi bancari dell’ex imprenditore ha confermato agli investigatori quel vallo tra il tenore di vita della coppia e quell’unica entrata rappresentata da un’indennità di cassa integrazione percepita dopo la messa in liquidazione della Dietetics Pharma. Spiccioli, da alimentare con altro per pensare in grande, al salto di là dall’Oceano, all’attività da impiantare a Santo Domingo, alla nuova vita progettata fino al 26 agosto, data dell’ultima partenza del Max da Las Americas, direzione Malpensa. Conferme sui movimenti di Spelta sono arrivate dalle attività investigative della polizia dell’isola caraibica, attivata tramite Interpol. Altre certezze, sugli agganci dell’inquieta Carolina 'La Diva' tra le discoteche e la comunità dominicana, sono arrivati dal lavoro sul campo.
L’autopsia, disposta dal pubblico ministero Elio Ramondini e in programma da stamattina alle 9 all’Istituto di medicina legale di via Mangiagalli, servirà non tanto a fissare gli ultimi dettagli dell’esecuzione - distanza dell’assassino, sequenze e fori d’entrata e uscita dei proiettili - quanto a dare il via libera ai funerali della coppia Spelta e Payano. Cerimonia raccolta, riservata come mamma Giuliana e la sorella Cristina, aperta - se faranno in tempo - ai genitori di Carolina: quel che resta della famiglia della piccola Luna, fulminata dall’abbaglio del grande salto.
Repubblica.it