

VITERBO - Ieri si è svolta l’ultima giornata del Festival “Limites - tra limiti e confini” con AUCS Studenti. Primo evento in presenza dell’associazione studentesca dopo due anni, ma soprattutto primo evento del nuovo anno accademico.
Quest’anno sarà un anno decisivo per l'intera comunità accademica, un anno dove AUCS si impegnerà a ritrovare e ricostruire l’università della presenza, dell’incontro e della partecipazione politica.
L’iniziativa intitolata “Mi laureo e ci penso” ha voluto porre l’attenzione sulla precarietà della condizione studentesca universitaria e sul difficile passaggio dal mondo universitario al mondo del lavoro.
Sul palco con Lucia Ferrante e Michele Narduzzi c’erano Luigi Leone Chiapparino presidente del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e Alvaro Marucci Pro-Rettore dell’Università degli Studi della Tuscia, che hanno affrontato il tema su due livelli rispettivamente differenti: quello nazionale e quello territoriale.
“Mi laureo e ci penso” questo il titolo dell’iniziativa che ha esplicitato in maniera chiara l’incertezza, la paura e l’angoscia che la maggior parte delle studentesse degli studenti universitari provano durante il proprio percorso di studi. Il continuo preoccuparsi se il percorso di studi che stanno affrontando non riesca a implementare sensibilmente le proprie condizioni di vita.
Una riflessione che è partita da lontano, che ha provato a comprendere il problema a monte, partendo dal l'accessibilità agli studi, a come la capacità occupazionale in Italia è diversa dagli altri paesi europei e come tutte queste difficoltà cadono a cascata sul nostro territorio e di conseguenza dell'Università della Tuscia.
“Secondo l’IStat - sottolinea Lucia Ferrante nell’introduzione - gli studenti universitari sono poco più di un milione e mezzo, facendo gli opportuni calcoli il 2,6 % della popolazione. Poi ovviamente, tra tutti coloro che si iscrivono esiste una parte non trascurabile che non completa gli studi e quindi rinuncia a laurearsi. Alla fine di questo conto gli studenti che arrivano a laurearsi sono meno di uno ogni tre. Per capire quanto questa cifra sia bassa, basta considerare che in europa i laureati sono il 38,8% della popolazione mentre in italia solo il 26,4%.”
Grazie al contributo degli ospiti nell’analisi di questi dati si è evidenziato il grande limite che gli atenei vivono a livello territoriale e nazionale; per esercitare un ruolo in un contesto sociale l’università non può rivolgersi solamente ad una porzione minoritaria di quella società. Per questo il tema dell’accessibilità agli studi diventa un tema centrale, in grado di essere decisivo nel determinare il grado di utilità dell’università per la nostra società.
'I livelli occupazionali di figure altamente specializzate dopo un'alta formazione' - dice Luigi Leone Chiapparino - 'sono in Italia più bassi rispetto ad altri stati Europei e ciò si riflette sull'economia e sulle condizioni di vita dei giovani. Per questo è necessario un investimento sull'università e sull'alta formazione tornando a dare un ruolo chiave all'economia del sapere'.
'Lo stesso problema' - aggiunge Michele Narduzzi - 'si riflette dal livello nazionale al nostro territorio dove le possibilità per figure altamente specializzate sono ancora meno rispetto a zone più urbanizzate e industrializzate'
Per quanto riguarda il nostro territorio con il Professor. Alvaro Marucci si sono potute cogliere le potenzialità ma allo stesso tempo le difficoltà dell’assorbimento dei neolaureati su questa provincia.
Sicuramente c’è molto su cui lavorare e come associazione studentesca insieme al resto della comunità accademica saremo sempre presenti per rendere l'Università della Tuscia non solo più accessibile ma anche sempre più rilevante per la comunità territoriale in cui opera.
AUCS Studenti