

Lo spettacolo musicale “Metamorphoses” conclude domenica sera (31 luglio), inizio ore 21,15, la Rassegna “Teatri di Pietra” all’Anfiteatro di Sutri.
Il progetto Métamorphoses nasce dall’incontro degli ensemble musicali Ecovanavoce (Roma) e Faenza (Parigi). Provenienti da ambienti diversi – crossover per gli italiani di Ecovanavoce, musica antica per i francesi di Faenza – ma partecipi della stessa visione della musica, hanno rivisitato le più belle canzoni dei repertori medievale, rinascimentale e barocco lavorandole per una percezione attuale attraverso un approccio che restituisce loro un nuovo respiro, in parallelo con quanto è già praticato dalla world music con la musica tradizionale di tutto il mondo.
Con queste premesse è stato naturale ispirarsi ad Ovidio e alle sue “Metamorfosi”, 15 libri di esametri, contenenti circa 250 miti uniti tra loro dal tema della trasformazione: ispirazione dettata non tanto dal soggetto quanto dall’idea di unità nella concezione di una natura animata, fatta di miti divenuti materia vivente, partecipe di un tutto che si trasforma. Una natura intesa come archivio fremente di storie trascorse, ove è possibile avvertire la presenza di una creatura mitica in un albero, in un sasso, in una fonte.
Brani di Guillaume de Machaut, Bellerofonte Castaldi, Guillaume Dufay, Carlo Milanuzzi, Honoré d’Ambruys, Tarquinio Merula, Gilles Binchois, sublimati mediante l’uso di linguaggi musicali attuali, sono ravvivati con nuovo pathos capace di toccare direttamente l’ascoltatore contemporaneo senza passare per la serie di riferimenti storico-culturali che un concerto di musica antica richiama inevitabilmente.
Métamorphoses mette insieme le energie e le competenze di artisti con carriere singolari: il cantante Marco Horvat, direttore artistico di Faenza e voce del progetto, i compositori Paolo Fontana e Fabio Lorenzi direttori artistici di Ecovanavoce, rielaboratori dei brani e strumentisti (viole da gamba e chitarre rinascimentale, barocca e classica) insieme ad artisti di chiara fama quali Bruno Helstroffer (tiorba e chitarra elettrica) – perno perfetto del progetto, passa tranquillamente dal repertorio antico a quello contemporaneo – Jean-Philippe Morel (basso elettrico), Lucrezio de Seta (batteria), Carlo Travierso (sax soprano), e a tecnici di primo piano quali Sébastien Naves al controllo del suono e Frédéric Boileau a quello delle luci. Il team ha lavorato nel corso di oltre un anno a Roma nello studio di registrazione Hemiola (www.hemiola.it) che ha prestato le sue strutture