


TARQUINIA - Un’unione di competenze a vantaggio della storia, della cultura, dei cittadini e del nostro domani: l’Università degli Studi di Milano e il Politecnico hanno presentato un drone multisensore per rilevare nuovi rinvenimenti sotterranei. Lo strumento faciliterà nelle scoperte archeologiche il Centro di ricerca diretto dalla professoressa Giovanna Bagnasco Gianni, molto legata al territorio di Tarquinia.
I due responsabili delle ricerche, Matilde Marzullo e Andrea Garzulino, garantiscono l’efficienza dell’ausilio tecnologico, messo in funzione per la prima volta proprio a Tarquinia: un vero centro culturale per conoscere l’antichità, anticamente bacino del sodalizio economico sorto nella dodecapoli etrusca.
Il drone interagisce con la vegetazione: in base al suo stato consente di individuare le tracce archeologiche sepolte.