

Non si ferma la violenza delle bande di narcos in Messico. Lungo un'autostrada non lontana da Acapulco sono stati trovati i corpi (colpo di pallottola in testa e occhi bendati) di 5 giovani tra i 20 ed i 25 anni. Su un paio di essi era stato infilato un coltello con un messaggio: «È ciò che accadrà ai Cavalieri Templari da parte di Mencho e Ramos Alvarez».
DOPPIA STRAGE - La strage sembrerebbe una risposta ad un altro massacro dei narcos avvenuto il giorno prima. Martedì, nello Stato di Messico, un gruppo di killer dei Templari ha attaccato un gruppo di ragazzini tra i 15 ed i 16 anni che vendevano droga al dettaglio per la Familia Michoacana. Seminando il terrore tra i passanti, ne hanno ammazzati 10 e feriti altri 5. Tra i morti anche «El Tuzo» presunto leader dei sicari della Familia che, dopo la scissione dei Templari, si è accordata con la Sinaloa, guidata dal «Chapo Guzman», il più potente narcoboss del Paese, evaso senza problemi nel 2001, poco dopo l'insediamento al potere del presidente Vicente Fox, del Partito conservatore Pan, ora al governo con Felipe Calderon. Quest'ultimo (dopo circa 60 mila morti durante il suo mandato), ha tentato invano di catturare «El Chapo» per presentarlo come un trofeo per le elezioni, inseguendo il colpaccio fatto dal presidente Usa Barack Obama con il superterrorista islamico Osama Bin Laden. Non ce l'ha fatta. È questa la grave eredità con cui dovrà misurarsi Henrique Nieto del Pri, eletto presidente domenica (anche se oltre la metà delle schede dovranno essere ricontate). Ma gli eccidi degli ultimi giorni evidenziano come non mai che non gli sarà facile pilotare le trattative con i narcos, che hanno sempre caratterizzato i passati governi del Pri.
corriere.it